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1 Dicembre, alba, a casa di Leon

 
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laerte



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MessaggioInviato: 11/09/2006 23:48    Oggetto: 1 Dicembre, alba, a casa di Leon Rispondi citando

Leon si svegliò di soprassalto e quasi rovesciò il bicchiere di martini che teneva con la punta delle dita della mano destra poggiata sul bracciolo di un pregiato divano in seta rossa.
Dei lenti e ritmici colpi assestati alla porta lo destarono bruscamente.
Strabuzzò gli occhi un paio di volte per riacquistare la completa visibilità e si rese conto di essersi addormentato davanti al televisore acceso che illuminava l'ampio salone ad intermittenza.
Si avvicinò, scuotendo la testa, alla porta: «arrivo arrivo!!!» disse stizzito a gran voce.

Raggiunse lo spioncino per vedere chi fosse l'impaziente scocciatore!
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Anderson
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MessaggioInviato: 12/09/2006 23:58    Oggetto: Rispondi citando

Attraverso lo spioncino Leon vide l'immagine deformata di un volto insanguinato; dovette osservarlo con molta attenzione per riconoscervi il signor Roberts, l'inquilino della porta accanto. La metà inferiore del suo viso era rossa di sangue, con ferite evidenti al naso e alla bocca.
L'uomo stava colpendo la porta con le braccia. Ad un tratto si fermò e barcollò all'indietro: indossava un pigiama azzurro strappato e sporco di sangue, aveva lo sguardo perso nel vuoto e sembrava reggersi in piedi a fatica.
Mosse due passi incerti verso la porta e riprese a colpirla, ritmicamente.
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laerte



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MessaggioInviato: 13/09/2006 00:17    Oggetto: Rispondi citando

«O mio dio!» imprecò Leon davanti a quella visione mentre si sbrigava a impugnare la sua beretta m9 riposta all'interno di un cassetto vicino all'ingresso. Poi si spicciò ad aprire la porta. Quando la ebbe spalancata chiese spostandosi dall'uscio per agevolare l'ingresso all'uomo: «Ma cosa diavolo le è successo» mentre teneva la pistola ben salda in mano con la sicura tolta e lo sguardo che guardava oltre il suo vicino in stato di allerta

NDG: Ovviamente questa mi è sembrata la reazione più normale difronte alla visione di un uomo sanguinante....Dalla tua descrizione non mi è sembrato credibile giustificare una reazione aggressiva o di eccessivo allarme...Se cmq ritieni che il mio pg capisca che qualcosa di pericoloso o cmq assolutamente inanturale sta succedendo allora la mia reazione sarebbe cmq diversa Very Happy Dimmi tu!
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Anderson
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MessaggioInviato: 17/09/2006 19:13    Oggetto: Rispondi citando

Un rapido sguardo oltre la porta fu sufficiente per capire che stava succedendo qualcosa di grave: nel pianerottolo non c'era nessuno ma il sangue e gli oggetti sparsi sul pavimento indicavano che una o più colluttazioni si erano svolte lì. Le porte di diversi appartamenti erano spalancate e, per quanto si poteva vedere, la situazione al loro interno era la medesima.

Leon non ebbe tempo di osservare ulteriormente la situazione perché il suo vicino, che fino a quel momento aveva mosso solo pochi passi lenti e spaesati, scattò con una rapidità inaspettata verso di lui e lo afferrò al torace con una forza inumana. Emettendo un lamento sordo, aprì la bocca e tentò di morderlo.
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laerte



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MessaggioInviato: 17/09/2006 19:31    Oggetto: Rispondi citando

Sebbene il fatto in sé fu estremamente inaspettato, Leon non si lasciò cogliere alla sprovvista...o meglio...i suoi tempi di reazione furono sufficenti a permettergli di assecondare la spinta del suo assalitore cadendo all'indietro, inevitabilmente seguito dal Signor Roberts che non accennava a mollare la presa. Il collo del piede destro si appoggiò nella zona inguinale dell'assalitore e sfruttando la forza della caduta con una piccola spinta fece leva con il piede e scaraventò il corpo informe dietro di se su di un tavolinetto in vetro accanto al divano, frantumandolo. Ancora incredulo e scosso per la frenesia dell'evento si rialzò con un guizzo puntando la pistola verso il suo coinquilino ancora in terra, e con una smorfia di incertezza e spavento stampata sul volto si affrettò con un calcio a chiudere la porta d'ingresso dietro di se. Ciò che aveva osservato di fuori non poteva certo essere solo merito del signor Roberts...o qualunque cosa fosse adesso...ce ne dovevano essere degli altri. Durante tutta l'operazione la beretta fu sempre fermamente puntata contro il suo vicino.
«COSA DIAVOLO STA FACENDO SIGNOR ROBERTS!!! CHE LE PRENDE!!!» Gridò ferocemente....ma inconsciamente sapeva che non sarebbe giunta alcuna risposta.
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Anderson
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MessaggioInviato: 18/09/2006 22:33    Oggetto: Rispondi citando

L'unica risposta che ottenne fu un gemito sommesso.
Il signor Roberts (o ciò che era divenuto) cominciò ad alzarsi, lentamente, senza curarsi minimamente dei cocci di vetro sparsi sul pavimento né tantomeno della Beretta puntata verso di lui. Il suo sguardo era vacuo e privo di intelligenza.
Improvvisamente si voltò verso Leon, tese le braccia nella sua direzione, spalancò la bocca con un lamento e mosse verso di lui alcuni passi corti, lenti e decisi.

OOC: Se Leon decide di sparargli, non otterrà alcun effetto finché non lo colpirà alla testa.
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laerte



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MessaggioInviato: 19/09/2006 00:36    Oggetto: Rispondi citando

OOC: mi permetto di andare un pochino avanti da solo per non spezzettare troppo la scena...cmq qualsiasi cosa non vada poi la correggo secondo la tua decisione^_^

«NON SI MUOVA» gridò a gran voce mentre con rinnovato vigore puntava la beretta, stretta con ambo le mani congiunte sul calcio, verso il vicino.
Solo allora ebbe il tempo di rendersi conto dell'orrore che aveva di fronte...quel viso non era certo conseguenza di un pestaggio...e sentiva un fortissimo e pungente olezzo di carogna pervadere le sue narici e offuscargli la mente.
Quell'abominio non accennò a desistere dal suo intento....ma Leon non ne fu sorpreso...non capiva cosa succedesse ma era abituato a pensare solo all'attimo presente. Un botto e i vetri vicino ai piedi del signor Roberts schizzarono via frantumati in pezzi ancora più minuti, un lieve fumo usciva dal foro sulla mochet dove il proiettile si era schiantato: «Non lo ripeterò» Disse stavolta con tono più calmo e pacato...quasi rassegnato
BANG BANG
Due colpi raggiunsero la gamba con l'unico risultato di macchiare di sangue il pavimento e la poltrona...solo un gemito inumano venne emesso dalle viscere del coinquilino che, anzi, tornò a scattare verso l'omone.
BANG BANG BANG...
tre ulteriori colpi raggiunsero stavolta il bersaglio grosso....tre fori precisi in prossimità del cuore...almeno uno aveva certamente colpito l'organo vitale. Ma la corsa non si arrestò...incredulo Leon ebbe appena il tempo di rotolare con un'agile capriola di lato ed evitare il peso morto del mostro che franava dove prima c'era lui ritto come un baluardo inespugnabile grazie alla sicurezza che la sua arma gli conferiva. Stavolta non esitò....con un unico movimento si rialzò in piedi si voltò e altri due colpi raggiunsero uno la cervicale e l'altro la nuca...brandelli di carne e materia grigia macchiavano la parete e la porta...un lago di sangue si espandeva sotto il volto del morto che non si mosse più.
L'uomo sospirando si lasciò cadere col dorso poggiato sul retro del divano....non capiva cosa avesse appena ucciso...ne se fosse stato lui ad ucciderlo veramente...sapeva solo che non avrebbe potuto fare altrimenti...aveva sperimentato già la morsa del mostro e non poteva rischiare di ritrovarcisi in una colluttazione corpo a corpo....sperava solo che la polizia avrebbe giudicato come leggittima difesa l'uccisione di un estraneo a casa sua...soprattuto viste le condizioni del resto del piano.
Si rialzò chiuse il chiavistello della porta e corse a cambiarsi....infilò i suoi anfibi neri e dentro a questi i suoi pantaloni militari che era solito usare anche per uscire normalmente. La sua fondina cosicale e il pugnale di sopravvivenza in dotazione al corpo dei marines...prese anche tutti i caricatori che poteva e ricaricò l'arma...Mise i proiettili nel tascone destro dei suoi pantaloni poi si affrettò ad alzare la cornetta del telefono.
Pigiò violentemente prima una poi due volte sul pulsante della linea ma trovò sempre isolato. «maledizione!!!» imprecò riattaccando violentemente. Si avvicinò dunque alla finestra scostando la tendina bianca con l'arma per vedere come fosse la situazione per le strade...
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Anderson
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MessaggioInviato: 24/09/2006 19:49    Oggetto: Rispondi citando

Per quanto si poteva vedere dalla finestra, la situazione in strada e nei palazzi vicini non era migliore di quella nel palazzo di Leon. In strada vi erano diverse macchine incidentate, cocci di vetro e detriti ovunque; riuscì a scorgere solo due persone, di sfuggita, e la loro camminata incerta ricordava lo stato in cui aveva visto il suo vicino prima che lo aggredisse. Una finestra del palazzo di fronte era spalancata, e l'appartamento all'interno era stato messo a soqquadro.

Mentre si allontanava dalla finestra, qualche parola attirò la sua attenzione sul televisore acceso. Alzò il volume e si concentrò sullo speaker che leggeva una notizia di agenzia:
«...nei dintorni di Pittsburgh. Altre notizie di violenze vengono poi dalla città di Williamston e da diverse altre cittadine in tutto il territorio dello stato. Per il momento non è possibile sapere quale sia la causa di queste violenze, né se ci sia un unico disegno che le colleghi. Le autorità statali e cittadine raccomandano a tutti i cittadini di restare nelle loro case, di non aprire a nessuno, e di attendere i soccorsi.»
Il giornalista posò i fogli che stava leggendo sulla scrivania e rivolse nuovamente lo sguardo a favore della telecamera.
«E con questo è tutto per questa edizione speciale del nostro telegiornale. Vi lasciamo alla normale programmazione, che interromperemo nuovamente in caso di ulteriori notizie. Buona giornata.»
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laerte



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MessaggioInviato: 24/09/2006 21:50    Oggetto: Rispondi citando

«Mio Dio» Sussurrò scorgendo la situazione per le strade.

Quando udì le parole del giornalista quasi sorrise all'ironia della situazione...se solo lo avesse sentito prima...forse avrebbe aperto ugualmente però, percui non ci pensò più di tanto.
Una cosa era certa...Non poteva rimanere in casa ad aspettare il suo destino...gli sarebbe corso incontro invece. Casa sua non era molto rifornita di provviste...viveva alla giornata. Il frigorifero era una desolazione, era rimasto solo un pacco di cereali e un po' di latte.
Sapeva che in quella situazione doveva essere al 100% sia mentalmente che fisicamente...riposato lo era ma era anche affamato. Si fece una ciotola di latte freddo con parecchi cereali dentro...in pochi minuti ebbe finito. Indosso una maglietta nera aderente spense le luci e si avvicinò silenziosamente alla porta di ingresso. Rimase appoggiato ad essa con la pistola estratta e l'orecchio che cercava di captare il minimo rumore...poi sospirò e aprì lentamente la porta solo quel tanto che bastava per sbirciare alla sua sinistra se il campo era libero. Era accucciato per spiazzare chiunque eventualmente lo cogliesse alle spalle aspettandoselo in piedi.

OOC: Se non vedo sento nessuno continuo

Aprì il resto della porta curandosi di avere sempre le spalle coperte da essa e nell'uscire si voltò di scatto con la pistola spianata verso la direzione opposta a quella che aveva appena controlalto con lo sguardo.

Diede una rapida occhiata intorno! Per un attimo fu tentato di chiamare ad alta voce possibili superstiti...poi ci ripensò...forse era meglio non farsi scoprire...aveva poche vie di fuga.
Ebbe come un lampo di genio.
Tornò in casa chiudendo la porta col chiavistello e prese da un cassetto un registratore portatile con una cassetta inserita. Pigiò sul tasto rec e registrò il seguente messaggio ad alta voce e scandendo bene le parole: «SONO LEON SULLIVAN QUESTA È UNA REGISTRAZIONE, SE C'È QUALCHE SUPERSTITE CHE RIESCE A SENTIRMI BUSSI SULLA PRORPIA PORTA IN MODO CHE IO POSSA RENDERMI CONTO DELLA VOSTRA PRESENZA E UBICAZIONE...I MOSTRI PARE NON POSSANO PARLARE QUINDI QUESTA È LA PROVA CHE NON STO USANDO UN TRUCCO PER INGANNARVI» Registrò lo stesso messaggio per 4-5 volte. Prese uno spago e ci legò il registratore in modo ben stretto.
Si riavvicinò alla porta e dopo i consueti controlli la riaprì e lasciò scivolare sul pavimento al centro del pianerottolo il registratore che emetteva il suo messaggio al massimo del volume richiuse la porta tenendo l'estremità dello spago e osservò dallo spioncino.

OOC: attendo la fine dei 5 messaggi dopodiche se nulla accade agisco di conseguenza
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Anderson
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MessaggioInviato: 25/09/2006 22:49    Oggetto: Rispondi citando

Don era rimasto sveglio sin dai primi rumori. Non aveva capito cosa stesse succedendo, ma le urla, i rumori di colluttazioni e gli strani versi che aveva udito lo avevano spinto a barricarsi in casa senza farsi notare. Poi, ciò che aveva visto dallo spioncino, dalla finestra e, infine, gli annunci alla televisione lo avevano convinto che aveva ragione.

Quando sentì la voce registrata di Leon fu combattuto tra la necessità di non farsi individuare e l'esigenza di qualcuno con cui condividere quell'incubo. Dopo molte esitazioni, alla quinta ripetizione del messaggio, si decise a rispondere.

«Sono Don Miller» gridò «Appartamento quattro B... Lei ha un'idea di cosa stia succedendo?»
Rifetté sulla situazione per alcuni secondi, poi aggiunse:
«La televisione dice di non uscire di casa... e di aspettare i soccorsi.»
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laerte



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MessaggioInviato: 25/09/2006 23:08    Oggetto: Rispondi citando

Leon fu sollevato: «DAI UN'OCCHIATA PER LE STRADE....TUTTA LA CITTA' È NELLA NSOTRA SITUAZIONE...E ANCHE CITTà VICINE....PROBABILMENTE I RINFORZI NON ARRIVERANNO MAI O ARRIVERANNO TARDI....PER QUANTO MI RIGUARDA HO INTENZIONE DI ANDARMENE...NON FARò LA FINE DEL TOPO...HO LA MACCHINA PARCHEGGIATA IN GARAGE E SONO ARMATO!!! LA MIA RAGAZZA È SOLA...I TELEFONI SONO FUROI SERVIZIO....E LE MIE PROVVISTE SCARSEGGIANO....CHE FA VIENE CON ME?»
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Anderson
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MessaggioInviato: 26/09/2006 19:59    Oggetto: Rispondi citando

Andare o restare? La televisione aveva detto di restare chiusi in casa, ma ora che aveva scoperto che c'era qualcun altro nel palazzo, Don non voleva rimanere di nuovo da solo, per chissà quanto tempo in attesa dei soccorsi, circondato da chissà cosa.

«Forse ha ragione lei,» gridò verso la porta, «qui non è sicuro.»
Poi aggiunse: «Lei è armato vero? ho sentito degli spari, era lei vero?»
Non attese una risposta: «Mi dia cinque minuti per prepararmi, poi busserò sulla porta come ha detto lei, per farle trovare subito l'appartamento.»

Qualche minuto dopo gridò nuovamente verso Leon:
«Ho visto un elicottero passare, un elicottero militare... l'ha visto anche lei? Andava verso la tangenziale, forse lì i soccorsi sono già arrivati.»
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laerte



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MessaggioInviato: 26/09/2006 20:35    Oggetto: Rispondi citando

«BENE ALLORA ANDREMO LI ANCHE NOI!!» gridò Leon.
«APPENA SARò DA LEI ESCA IMMEDIATAMENTE»
Leon prese anche una torcia...ora era pronto ad andare...ormai era inutile fare silenzio con tutte le urla che avevano fatto, per cui spalancò la porta di botto e se qualcosa si fosse trovata sulla traiettoria di apertura sarebbe stato spazzato via. Uscì quasi con un balzo e puntò la pistola prima da un lato poi dall'altro. Osservò per un intero istante la situazione e con un sospiro richiuse dietro di se, raccolse il registratore riponendolo nella tascone sinistro e si affrettò a raggiungere la porta da dove proveniva il bussare. Si muoveva con gesti tipicamente militari...estremamente precisi a rapidi....sempre pronto a far fuoco. bussò con vigore intimando all'uomo di uscire. La porta si spalancò e ne comparve il vicino con una smorfia di paura. «Mi segua» disse. Si avvicinò con dei passi rapidi verso l'ascensore che portava direttamente al garage. La pistola si muoveva sempre, puntando in ogni angolo e ogni direzione da cui potevano comparire quei mostri...

Raggiunse l'ascensore e pigiò violentemente sul tasto della chiamata. Mentre attendeva che arrivasse si voltò e poggiando un ginocchio in terra teneva la pistola verso le scale di fronte. Dal piano inferiore provenivano strani mugulii...dei passi strasicati si muovevano senza alcuna direzione precisa, non poteva salvare tutto il condominio purtroppo. L'ascensore si proclamò con un suono simile a quello di un campanellino. I mugulii sul piano inferiore si fecero d'un tratto più gravi e gli strascichi più decisi e sembravano puntare verso di loro. «Dentro presto» Intimò Leon aprendo la porta e spingendo all'interno il suo vicino. Pigiò con vigore per due tre volte sul pulsante del garage...le porte si richiusero proprio mentre il volto sfigurato di uno dei mostri sorgevano dalle scale come un sole infernale.

Il brusio dell'ascensore era l'unica cosa che disturbava quella quiete quasi inquietante...perchè alimentava la tensione di cosa avrebbero potuto trovarsi alla riapertura. «Mi stia appiccicato» Si raccomandò l'ex militare. L'uomo annuì terrorizzato.
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Anderson
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MessaggioInviato: 27/09/2006 17:58    Oggetto: Rispondi citando

L'ascensore cominciò la sua lenta discesa, accompagnando i due uomini con un ronzio costante e occasionali scossoni.

Terzo piano.
Si sentivano ancora alcuni rumori provenire dal piano superiore, mentre il piano che stavano attraversando sembrava strarnamente silenzioso.
Don fissò con ansia l'indicatore del piano.

Secondo piano.
Si udirono nuovamente i lamenti e i passi trascinati che i due avevano ormai imparato a riconoscere.

Primo piano.
Il passaggio dell'ascensore fu accolto dal frastuono di molte braccia che colpivano la porta esterna.
Don si strinse in un angolo della cabina.

Sotterraneo.
Il ding del campanello dell'ascensore annunciò agli occupanti, e a chiunque altro si trovasse nei dintorni, che erano giunti a destinazione.
Le porte si aprirono mentre due figure, ancora distanti, si stavano voltando lentamente verso Leon e Don.

NOTA: negli Stati Uniti non esiste il piano terra.
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laerte



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MessaggioInviato: 28/09/2006 17:07    Oggetto: Rispondi citando

La pistola corse istintivamente a puntare i due bersagli prima ancora di valutare la loro effettiva pericolosità.
«La mia macchina è quella li corriamo» Disse Leon tirando per un braccio il suo compagno di sventura. In pochi secondi raggiunsero l'alfa 166 di importazione italiana che si aprì col tipico suono che sembrava quasi il verso di un qualche strano tipo di uccello. Salirono entrambi sbattendo la portiera. Il motore ruggì all'accensione e le ruote stridevano per l'attrito con il pavimento.La macchina sgommò e corse verso il cancello automatico precedentemente attivato dal telecomando a distanza. I due mostri neanche tentarono di seguire il bolide che già sfrecciava per le strade della cittadella verso la tangenziale.
«Tutto a posto Signor Don?» Chiese sollevato.

PS:Scusate il ritardo ma il monitor non mi si voleva accendere Confused
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