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3 Dicembre, mattino, sul tetto dell'ospedale
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laerte



Registrato: 28/07/06 19:50
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MessaggioInviato: 19/06/2007 13:26    Oggetto: Rispondi citando

Leon fece la sua parte senza fiatare....con fredda determinazione...sembrava quasi fosse un robot. Ma sentiva l'adrenalina accellerare i battiti del suo cuore. Ma anni e anni di esperienza sul campo lo avevano aiutato a sfruttare l'adrenalina senza lasciarsi appesantire da essa.
fece un piccolo salto stringendo in bocca il frutto del lavoro di Gender e intanto il fucile vomitava piombo a piccoli intervalli....qualche colpo finiva in testa...altri sul corpo...ma ciò che importava è che colpissero il bersaglio per allontanare o rallentare quei mostri. Così si accinse a chiudere la porta....
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Dashie



Registrato: 27/09/05 10:55
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MessaggioInviato: 19/06/2007 14:12    Oggetto: Rispondi citando

Rick atterrò, lasciando il motore al minimo, saltò via dal sedile, strappò il fucile dalle mani di Don e spinse il caricatore nel suo alloggiamento. Mentre poggiava un ginocchio a terra sul freddo pavimento di metallo cercò di liberare la mente da tutti i pensieri... proteggere Leon era tutto quello che contava, ma non riuscì a non vagare con lo sguardo in cerca di Colin mentre sparava colpi singoli e ben mirati.
Cercava di centrare il maggior numero di quei "cosi" in testa per liberare la via al coraggioso ex militare: si stavano giocando il tutto per tutto, e ne era ben cosciente...
Si chiese se Don e Gender fossero agitati, ma sapeva che non sarebbe stato in gradi di aprir bocca: sentiva la lingua pesante e la mascella era tanto serrata da fargli male.
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laerte



Registrato: 28/07/06 19:50
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MessaggioInviato: 19/06/2007 18:28    Oggetto: Rispondi citando

NDG: Ma una bella Molotov????^_______^ Abbiamo bottiglie di alcolici???Basta un fazzoletto e un accendino.....
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Zaffira



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MessaggioInviato: 20/06/2007 00:16    Oggetto: Rispondi citando

Non avevano ancora toccato terra che già i muscoli le dolevano per la tensione. Istintivamente portò la mano alla piccola ascia che teneva in cintura, non foss'altro per cercare un' ipotetico riparo a quella follia. Nemmeno nella fuga della mattina del primo dicembre le sue gambe erano parse così impersonali, probabilmente perchè ora vedeva come reale ciò che stava vivendo. E il suo istinto, così solare, così pieno di vita, non l'accettava. Non accettava quell'odore acre, quel putrido dolciastro che avvelenava l'aria. Non accettava quelle sfere moribonde che gli esseri avevano al posto dello sguardo. Non accettava di uccidere, ma nemmeno di essere uccisa. E Rick e gli altri erano in questo caos e lei voleva partecipare alla speranza. Così si destò da quei secondi interminabili, che in realtà erano stati solo una manciata, e si girò verso i colpi precisi di Leon. L'ex-militare li stava tenendo a bada, e l'ultima cosa che Gender voleva era essere d'intralcio, ma forse una mano in più poteva tener chiusa meglio la porta. Valutando che il pericolo fosse limitato, per quanto concedesse quell'incubo, scattò verso una delle ante che Leon stava già cercando di chiudere e ci si appoggiò con tutto il peso.
La spalla della ragazza protestò per la risoluta compressione, ma non c'era prezzo per quel carburante.
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Anderson
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MessaggioInviato: 21/06/2007 13:49    Oggetto: Rispondi citando

Il primo assalto di Leon aveva abbattuto alcuni dei mostri sul terrazzo ed allontanato gli altri permettendo a lui, e a Gender, di raggiungere la porta e di chiuderne le ante. Non appena lo fecero, però, sentirono una forza spingere verso l'esterno e poi, quasi immediatamente, la forza aumentò quando un secondo individuo raggiunse la porta, la colpì e iniziò a spingere.
La spessa porta di metallo non consentiva di sentire i passi all'interno, ma sicuramente altri stavano percorrendo il corridoio e fu chiaro che non avrebbero potuto resistere a lungo.

Nel frattempo Rick si occupava dei mostri all'esterno, abbattendoli uno a uno, finché non rimase soltanto il suo ex copilota.
Lo riconobbe solo all'ultimo istante, dopo averlo messo sotto tiro; in quel momento anche Colin sembrò riconoscerlo, si voltò verso di lui e, nonostante il suo sguardo fosse vuoto, sembrò volerlo fissare negli occhi.
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laerte



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MessaggioInviato: 21/06/2007 18:15    Oggetto: Rispondi citando

Leon con lo sforzo ben visibile sul suo volto deformato da un ghigno a denti stretti aveva un piede e ambo le mani ad impedire l'apertura della porta. Perle di sudore cominciarono a solcargli il viso. I suoi muscoli tesi e gonfi per lo sforzo facevano male come se fossero tesi come l'acciaio.
Un grido di sforzo e reclinando per un istante il busto assestò una potente spallata sfruttando la sua mole nella speranza di riuscire a chiudere completamente le ante. Si voltò e con tutta la schiena e le gambe ben puntellate sul pavimento teneva ferma la porta.....guardò Gender negli occhi e gridò: «Sbrigati...» fu l'unica cosa che riuscì a dire....tratteneva il respiro per dar maggior forza alla sua presa.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 21/06/2007 23:38    Oggetto: Rispondi citando

La ragazza squadrò lo sguardo di Leon quasi rimanendoci male: puntellando la porta col fianco prese il manufatto dalle labbra di Leon, rapidamente e scordando i modi troppo gentili. Lo passò tra le maniglie bagnando l'acciaio col sudore: ne rimaneva abbastanza per fare un nodo doppio che strinse con la forza della disperazione. Poi applicò il grande moschettone nel puntopiù stretto in cui si incrociavano i due occhielli. «Speriamo tenga, almeno un po'» aggiunse come augurio e preghiera. Rimase appoggiata all'anta, anche solo per prendere fiato. Poi prese l'ascietta e infilò la lama sotto, nell'incrocio delle due porte, a mo' di cuneo, e invitò Leon a martellarla il più possibile col tacco.


O.O.G: Andy, non so se mi passi l'ultima frase,perchè non so se c'è spiraglio nelle porte grande abbastanza. Poi chè comunque, che me la passi o no, mi guardo intorno, trovo per caso un'asta di metallo, un' incudine, un centinaio di doppiouno e un po' di cemento, o una pergamena con su un bloccaporta di primo livello?
A parte tutto, mi guardo in giro e cerco anche solo il tubo che sostiene l'antenna radio
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laerte



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MessaggioInviato: 22/06/2007 01:40    Oggetto: Rispondi citando

Ndg: Forse si è frainteso dalla descrizione il tono di Leon...non era scortese...solo conitato a causa dello sforzo Very Happy
Cmq attendo che Anderson dica l'esito della nostra azione per scrivere^^
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Dashie



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MessaggioInviato: 22/06/2007 13:24    Oggetto: Rispondi citando

Rick non vedeva altro che gli occhi spenti di Colin, non sentiva altro rumore che quello dei passi trascinati del suo copilota...
Appoggiò il calcio alla spalla, reclinò la testa e continuò a fissare il volto vagamente familiare della "cosa". Ma non fece fuoco.
Aveva un'espressione persa, la mascella lievemente aperta mentre la sua mente annaspava in cerca di un filo logico che non trovava più.
Era solo uno strano subbuglio di emozioni a dominare in quel momento: neppure sforzandosi riusciva a portare il filo dei suoi pensieri su un percoso ordinato o ad una qualche conclusione... rimase semplicemente fermo, l'arma puntata, lo sguardo fisso.
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Anderson
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MessaggioInviato: 25/06/2007 17:58    Oggetto: Rispondi citando

La corda e il cuneo improvvisato servirono a contenere la porta ma dall'interno un numero crescente di individui continuavano a colpirla e a spingere verso l'esterno.

Nel frattempo, quello che un tempo era stato Colin continuò ad avanzare lentamente, passo dopo passo, verso Rick. Arrivò a meno di tre metri di distanza e poi, improvvisamente, misteriosamente, si fermò, lo sguardo fisso nel vuoto in direzione del suo ex commilitone.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 25/06/2007 22:20    Oggetto: Rispondi citando

«Perfetto» fu il commento sarcastico che uscì dalle labbra di Gender individuando l'antenna radio dalla parte opposta del tetto e indicandola a Leon col mento: forse si poteva incastrare in qualche modo il palo di ferro che la reggeva. Non riusciva però a staccarsi dalla porta, ipnotizzata dalla pressione che sentiva dietro questa: le venne da paragonarsi ad un magnete, di quelli colorati che portano il nome di località turistiche, appesi al frigorifero. Forse era meglio se Rick si sbrigava a fare il pieno: da qualche istante rimaneva solo silenzio, niente più colpi, niente passi strascicati nella loro direzione, niente urla di Don; probabilmente l'elicotterista era vivo... come "probabilmente"?
«Rick !!! » gridò a squarciagola «ti prego sbrigati!! Rick!!!»
la sua più che una richiesta era il richiamo di una madre che preoccupata per il mondo esterno chiama il figlio con la scusa della merenda.
Rimase a sperare in una risposta.
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laerte



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MessaggioInviato: 25/06/2007 22:30    Oggetto: Rispondi citando

NDG: Ander ho tempo di fare un piccolo pezzo o devo sbrigarmi a bloccare meglio la porta altrimenti cede????
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Anderson
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MessaggioInviato: 26/06/2007 17:57    Oggetto: Rispondi citando

Colin attese alcuni secondi, immobile, aspettando chissà che cosa poi, senza nessun motivo apparente, scattò verso Rick.
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laerte



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MessaggioInviato: 28/06/2007 02:17    Oggetto: Rispondi citando

Lo sguardo vuoto del mostro fisso negli occhi di Rick...i due erano immobili come se tutt'attorno null'altro fosse importante. I suoni del rotore sembravano come attutiti. D'improvviso Collin scattò verso rick...poi ben nitido si sentì uno schioppo...inconfondibile...Rick vide la testa di Collin inclinarsi di lato e schizzi di sangue e materia celebrale zampillare fuori...con lo sguardo osservò cadere il corpo fino a che non colpì il suolo....

«Non era più lui...» Disse Leon con aria bonaria, quasi dispiaciuta...poi si voltò e si diresse verso l'antenna.

Leon procedette secondo le indicazioni di Gender....cercò di staccare o sfilare l'antenna nel modo più rapido che poteva...

NDG: Modificato!
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Dashie



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MessaggioInviato: 02/07/2007 15:28    Oggetto: Rispondi citando

Rick rimase un secondo ancora immobile, cercando di ritrovare nei tratti deformati del volto del mostro quello che un tempo era stato Colin.
Deglutì quasi incosciamente, quindi si guardò rapidamente intorno per localizzare la cisterna: un attimo dopo era lanciato in corsa verso di essa.
Ruppe il vetro della manichetta (non voleva perdere tempo cercando di forzarne la pur semplice serratura) quindi armeggiò presso la valvola agganciando il tubo... «Don!» chiamò «Ora porto il tubo verso l'elicottero: una volta che lo avrò agganciato dovrai segnalarmi quando la lancetta del carburante è su "full" in modo che possa chiudere la valvola!» stava urlando anche se la distanza non era molta e il rumore tutt'altro assordante «è in cabina!» aggiunse per chiarezza.
Cominciò quindi a tirare il pesante tubo verso l'elicottero... voleva solo togliersi di lì, ma sapeva che avrebbero fatto meglio a riempire di carburante anche le taniche.
Gli sembrava che il tempo fosse sempre troppo poco, che persino una rapida operazione come quella potesse togliergli troppo tempo. La sua logica lottava con il tumulto del suo cuore: andarsene da lì con quel che poteva arraffare in meno di un istante... ma fare scorta di carburante lo avrebbe ripagato sul lungo termine, era chiaro! Eppure, nonostante ne fosse ben cosciente, era preda una smania quasi incontrollabile tanto da fargli tremare le mani e costringerlo a lunghi respiri per calmarsi o non sarebbe riuscito ad agganciare il tubo.
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