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3 Dicembre, sera, allo Zack's Café
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Anderson
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MessaggioInviato: 02/12/2007 19:04    Oggetto: 3 Dicembre, sera, allo Zack's Café Rispondi citando

Il mattino era stato lungo e concitato e il pomeriggio aveva richiesto alcuni preparativi necessari per accogliere la nuova ospite. Il calare del sole aveva finalmente riportato quella che, dopo tre lunghissimi giorni, pareva ormai essere diventata la normalità.
Don e Jane stavano apparecchiando un tavolo allo Zack's Café e cominciavano a preparare la cena.

Appena fuori dal locale, gli altri stavano discutendo della situazione...
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Dashie



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MessaggioInviato: 03/12/2007 10:55    Oggetto: Rispondi citando

«Dovremmo informarla di una qualche misura di sicurezza, magari spacciandola per una quarantena... non so... non mi sentirei di dirle la verità in faccia, verità di cui tra l'altro non sappiamo nulla, potrebbe anche non succedere affatto per quel che vale, ma al tempo stesso, non possiamo rischiare. Mi dispiace dover fare questo discorso con te, Leon, ma credo che tu più di tutti noi abbia diritto, se non dovere, di parola nei suoi confronti...» mentre così parlava appoggiò una mano sulla spalla dell'uomo, si immaginava quale effetto freddo e calcolatore dovessero avere le sue parole, ma non poteva farci nulla... sperava solo di riuscire a trasmettere in qualche modo la propria partecipazione, tutt'altro che di circostanza... era solo che in questo momento sentiva i suoi sentimenti come chiusi in un guscio di pura logica: prima di tutto, doveva tutelare se stesso e gli altri. Se fosse crollato ora, li avrebbe forse condannati tutti.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 03/12/2007 15:01    Oggetto: Rispondi citando

Gender annuì con aria greve alle parole di Rick. Neppure lei sapeva come rendere migliore quella drammatica situazione :« In fondo è davvero una quarantena, non possiamo davvero sapere.... » deglutì sentendo la bocca asciutta. Guardò verso il corridoio «il negozio di ottica in cui ho preso il binocolo, è praticamente tutta una vetrina.. potreste mettervi lì, così avreste privacy, ma c'è anche una telecamera che la inquadra...per ogni evenienza...e...ah... Leon, è meglio non scambiare nessun fluido organico con lei, mi spiace» Gender respirò, l'aria le sembrava gelida, e un poco lo era dato che nessuno aveva acceso il riscaldamento. «Vado a preparare qualcosa di caldo per la cena, scusate » turbata lasciò i due uomini. In modo un po' vigliacco si era tolta dallo sguardo di Leon, ma il cuore le era rimasto stretto.
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laerte



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MessaggioInviato: 10/12/2007 13:39    Oggetto: Rispondi citando

Leon non rispose neanche ....sapeva che le parole di Gender erano giuste e tutte le sue forze erano impegnate per tentare di apparire normale agli occhi di Jane. Rimase dunque seduto in silenzio masticando con poca convinzione il suo pasto...
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Dashie



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MessaggioInviato: 13/12/2007 14:56    Oggetto: Rispondi citando

Rick prese a sua volta posto a tavola e, dopo tanti giorni, si scoprì davvero affamato. Mangiò con gusto cercando di non essere avido o vorace, ma si sentì sazio solo dopo un'abbondante bis ed essersi servito un caffè bollente. «Qualcuno ne vorrebbe una tazza?» chiese Rick mostrando la caraffa di caffè caldo appena fatto.
Forse sarebbe stato il caso di lasciare Leon e Jane da soli, stava pensando, ma continuava a sperare che fosse lui a far capire cosa fosse meglio: non voleva abbandonare l'amico in un momento tanto duro ma al tempo stesso voleva rispettarne la privacy. In un certo senso il dolore altrui era qualcosa che non sapeva come gestire, non sapeva letteralmente come reagire e cosa avrebbe potuto essere d'aiuto e cosa no. Si trovava quindi in una strana empasse, e la voglia di fuggire era tanta... per un attimo visualizzò l'immagine di se stesso che sorseggiava il suo caffè sul tetto, godendo del cielo stellato e senza pensieri. Ma non si mosse, attendendo comunque una risposta alla sua domanda e tenendo ben alta la caraffa fumante. Inconsciamente cercò lo sguardo di Gender, sentendosi come sollevato al trovarlo.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 17/12/2007 17:18    Oggetto: Rispondi citando

Troppa tensione. Questo sentiva nell'aria e leggeva negli occhi. Don era perso nel televisore, che proponeva le stesse notizie, gli stessi esperti.. cambiavano solo i sottotitoli. Ok, coraggio..persino lo sguardo di Rick le chiedeva aiuto, Leon era mogio e Jane comprensibilmente confusa.
«Bisognerà decidere i turni di guardia » si decise a dire « Io faccio volentieri il primo, non sono poi così stanca.. e poi mi mancavano le telecamere del mall »
In fondo era vero, l'adrenalina della giornata le scorreva ancora dentro, e poi voleva dare la possibilità a Leon di rimanere con Jane.
«Ma prima mi vado a fare la doccia. Ho visto uno shampoo fighissimo giù al reparto profumeria, non vedevo l'ora di provarlo » strizzò l'occhio a Jane con complicità femminile, cercando di alleggerire l'atmosfera.
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laerte



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MessaggioInviato: 22/12/2007 01:36    Oggetto: Rispondi citando

Leon sospirò e assentì alle parole di Gender: «Io farò il secondo turno se nn vi dispiace...»poi ci riflettè su e disse...«No forse è meglio l'ultimo»
Nel pronunciare quelle parole la voce gli morì in gola...quando jane si sarebbe trasformata lui doveva essere sveglio....e aveva come la sensazione che mancassero poche ore...Forse nn averebbe proprio dormito quella notte tutto sommato...
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Dashie



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MessaggioInviato: 24/12/2007 18:49    Oggetto: Rispondi citando

«Bene» sospirò Rick «io farò il secondo allora... ma non ho proprio sonno ora, magari mi farò un giro sul tetto, a prendere un po' di fresco.» Bevve in un sorso il poco di birra che rimaneva nel bicchiere di plastica bianca, quindi raccolse piatti e posate usati e li gettò nel bidone di plastica del bar.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 26/12/2007 19:12    Oggetto: Rispondi citando

Aveva chiesto a Don di spostare ogni tanto gli occhi dalle immagini dei telegiornali ai monitor delle telecamere di servizio, e lui si era prontamente attrezzato mettendo un televisorino anche nell'ufficio sorveglianza. Senza problemi l'avrebbe attesa, tanto l'orologio segnava appena le 9.30 di sera e per quel che aveva da fare...
Gender andò a farsi una pausa shopping per prendere un po' di distanza dalla situazione: tornò nel corridoio degli impiegati con una borsa tipo spiaggia traboccante di cose, si intuiva un accapppatoio. Entrò nello stanzino della donna delle pulizie e accese il piccolo boiler elettrico.
Nel bagno di quello che doveva essere lo spogliatoio degli impiegati c'era anche una doccia: si immerse nel vapore e sorrise.
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Dashie



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MessaggioInviato: 15/01/2008 17:34    Oggetto: Rispondi citando

Rick passò davanti ai bagni, e sentendo il rumore della doccia sorrise... stava per passare oltre e raggiungere il tetto, quando una buffa espressione da monellaccio si disegnò sulla sua faccia, e in un impeto di buon umore, urlò cercando di farsi sentire da Gender «Mi raccomando, tesoro, non finire tutta l'acqua calda o mi toccherà fare una doccia fredda!! Anche se potrebbe essere comunque una buona idea...»
Battuta stupida, pensò subito dopo, ma aveva proprio voglia di ridere, poco importava se era per qualcosa di cretino...
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Zaffira



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MessaggioInviato: 16/01/2008 01:56    Oggetto: Rispondi citando

Gender stava giusto chiudendo il rubinetto. Veloce si strizzò i capelli, s' infilò nell'accappatoio candido, modello extralusso del reparto biancheria, e, stringendosi con decisione la cintura, si affacciò nello spogliatoio :« Ehi, io questa doccia me la sono meritata! » sorrise puntando il dito verso la porta semiaperta sul corridoio « E poi lo scaldabagno è elettrico e dunque scalda l'acqua al momento ».
Attese che il viso di Rick comparisse per commentare il suo tono da prima della classe, per lanciargli contro una spugna da bagno. Purtroppo lui riuscì a prenderla al volo: aveva ancora la fragranza di mora e vaniglia del bagnoschiuma. Avendo fallito il colpo Gender si ritirò nell' antibagno ridacchiando un paio di gridolini.
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Dashie



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MessaggioInviato: 17/01/2008 17:09    Oggetto: Rispondi citando

«Hey! vieni fuori e combatti come un.. beh, una donna» scherzò Rick entrando nello stanzino pronto a lanciare a sua volta la spugna non appena Gender fosse ricomparsa sulla soglia.
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Anderson
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MessaggioInviato: 18/01/2008 13:47    Oggetto: Rispondi citando

«Finalmente soli!» disse Jane ridendo, mentre finiva di sparecchiare. Voleva lasciare meno tracce possibile del loro pasto; erano lì per necessità, ma quando tutta quella assurda situazione sarebbe finita, voleva che i proprietari trovassero tutto in ordine.
«Che c'è? il gatto ti ha mangiato la lingua?» chiese a Leon, cercando di sollevare l'atmosfera.

Non avendo ottenuto risposta, si sedette vicino a lui, gli prese la mano e gli disse seriamente, guardandolo negli occhi:
«Avete un elicottero. Possiamo usarlo per andare da qualche parte, fuori città, lontano dalla gente. Potremmo andare in Canada, o su qualche isoletta.
Ce ne resteremo lì fino a quando questa emergenza non sarà finita. Possiamo prendere dei viveri, eventualmente.
Tutto tornerà alla normalità prima o poi. Quanto ci vorrà? due settimane? un mese? due mesi? Aspetteremo.
Abbiamo tutto il tempo del mondo.»
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laerte



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MessaggioInviato: 19/01/2008 01:42    Oggetto: Rispondi citando

E mentre Rick e Gender si apprestavano allegramente a copulare:

Leon ricambiò il sorriso ma era stanco di fingere, dunque la pantomima non gli riuscì come avrebbe voluto. Se ne era accorto quindi spostò il problema altrove, e sospirando disse: «Tutti i nostri affetti...e i nostri beni....tutto sparito....» Salvatosi dall'onere di doverle rivelare la sua sorte e smentire i suoi piani riprese scherzando...«E la mia Splendida Alfa??? Che fine avrà fatto?? » Rise di cuore pensando alla futilità dell'argomento. «Ma nn ha importanza....ricostruiremo la nostra vita assieme....» «...finchè morte nn ci separi...» disse a malinquore...ma il significato era ben diverso da quello che potrebbe sembrare.
Si inginocchiò dunque ai suoi piedi... e disse: «nn ho un anello....ne un prete....ma ho tutto il mio amore e tanto basta...se tu lo vuoi....» E attese la sua risposta.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 21/01/2008 14:25    Oggetto: Rispondi citando

Con Rick avevano giocato un po' con l'acqua e la schiuma. Le gambe nude, naturalmente abbronzate, di Gender, ammiccavano dall'accappatoio, e i maschi sono incredibilmente eccitanti nel loro ruolo dominante durante il gioco. Finchè, come in un copione scritto da millenni, lei si abbandonò tra le braccia di lui. Era morbida e profumata come una bambina, ma accogliente e sensuale come una donna. E la sua nudità era trattenuta solo dal nodo della cintura. E aveva troppo bisogno di credere ancora nella vita.
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