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6 Dicembre, mezzogiorno, nel centro commerciale
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Autore Messaggio
Anderson
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MessaggioInviato: 13/03/2008 00:58    Oggetto: 6 Dicembre, mezzogiorno, nel centro commerciale Rispondi citando

Il rumore dello sparo sembrava avere spento ogni suono all'interno del centro commerciale. Per molti lunghi minuti quel breve rumore sembrò essersi prolungato fino a coprire tutto il resto, mentre i quattro occupanti del Wonderful World Mega Mall se ne stavano in silenzio, ognuno per conto proprio, assorti nei propri pensieri.

La voce di Don all'altoparlante interruppe quello strano sortilegio:
«C'è qualcuno nel supermercato! Sono... vengono dal magazzino, sono entrati! Presto! Presto!»
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Dashie



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MessaggioInviato: 13/03/2008 12:30    Oggetto: Rispondi citando

'Merda' pensò Rick; quindi senza dire nulla fece un cenno alla telecamera sperando Don stesse vedendo.
Era un segno da tattica militare, ma molto comprensibile secondo Rick: tutti all'elicottero.
Si voltò e corse verso gli ascensori. Aveva estratto la pistola e il pollice giocava nervosamente con la sicura. «Leon!» gridò mentre spingeva il pulsante di chiamata.
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laerte



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MessaggioInviato: 13/03/2008 16:26    Oggetto: Rispondi citando

Un sospiro nell'udire le parole di Don...le quali tuttavia non lo turbarono perniente...Quel sospiro di rassegnazione si trasformò ben presto nel cuore di Leon in una rabbia omicida....era stufo...sentiva di essere in grado di sterminare a pugni tutti quei fottutissimi rigurgiti dell'inferno. L'adrenalina e la rabbia mescolati stavano avendo effetti devastanti. Si è spesso sentito di mamme in grado di sollevare camion di qualche cm per salvare il proprio figlio....lui forse nn era capace di tanto ma avrebbe affrontato la situazione e venduta cara la pelle. Tutto ciò che voleva era vendetta...tutto ciò che bramava era sfogarsi....Uscì sfondando letteralmente la porta del negozio emettendo un grido sommesso a denti stretti. Quella furia aveva abbandonato alle sue spalle il corpo di Jane....La stanza era deserta....silenziosa....vuota....non un anima viva era presente...solo un corpo...coperto da un sudario di stoffa...una macchia di sangue che lordava il letto e le lenzuola...e la porta...la porta divelta che lasciava intravedere un piccolo tratto di corridoio...deserto anchesso...li v' era la vera pace...

Dal canto suo Leon ignorò il primo appello di Rick...forse non lo aveva neanche sentito...e andava verso il magazzino con la pistola lungo il corpo, i passi pesanti e veloci...forse con l'intento di rallentare gli intrusi e dare a Gender e gli altri il tempo di fuggire....o forse il motivo era totalmente diverso e inconcepibile per la mente umana dotata ancora di spirito di conservazione...
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Anderson
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MessaggioInviato: 26/03/2008 01:03    Oggetto: Rispondi citando

Una dopo l'altra, figure dal passo incerto sciamarono fuori dal magazzino e si dispersero tra gli scaffali del supermercato. Con lo sguardo vuoto e l'andatura traballante sembravano muoversi in modo casuale; dall'inquadratura della telecamera di sorveglianza, tuttavia, sembrava emergere un disegno nei loro movimenti: si stavano disponendo in un largo semicerchio tutto intorno a Leon. Senza guardarlo, continuavano a muoversi lentamente, e ad accerchiarlo.

OOC: andiamo avanti un pezzettino intanto che aspettiamo Zaffira.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 26/03/2008 13:43    Oggetto: Rispondi citando

Una preghiera silenziosa stava accompagnando i passi rapidi della ragazza, che con le spalle pesanti andava in direzione dello sparo. Quando la voce di Don riempì il lungo corridoio, il cuore le si fermò un istante, poi riprese a battere echeggiando come in un contenitore metallico. Si girò e prese a correre in direzione della sala controllo, che era la posizione più vicina in cui raggiungere qualcuno degli altri. E poi voleva vedere Rick: dov'era, e sorpattutto dove stava andando, colui che era speranza d'amore ma anche di salvezza.
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laerte



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MessaggioInviato: 27/03/2008 19:11    Oggetto: Rispondi citando

*Ma cosa...* Quelle mostruosità sembravano essere d'un tratto capaci di pensare e organizzarsi...lo stavano accerchiando...Forse fu quella inaspettata sorpresa che scosse Leon dalla sua follia. Il suo sogno di rabbia suicida. Si riebbe quel tanto che bastava per risentire l'istinto di sopravvivenza imporgli di fuggire. Non lasciò che quelle abberrazioni lo circondassero....si avventò su uno scaffale laterale dietro al quale stavano passando alcuni di quei cosi e con una poderosa spallata lo fece rovinare su di loro aprendosi una via di fuga e rompendo l'accerchiamento. Quindi scattò verso al via appena liberata correndo al limite di quanto le sue gambe gli consentissero...stava andando verso l'elicottero...ma un'idea gli balenava nella mente....
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Dashie



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MessaggioInviato: 27/03/2008 19:25    Oggetto: Rispondi citando

Quando con lo squillante suono di un campanello l'ascensore segnalò di essere arrivato al piano, Rick vi si introdusse solo a metà bloccandone la fotocellula. «Leon! Da questa parte!» Gridò verso il corridoio vuoto. Fu allora che sentì il rumore di qualcosa di pesante cadere a terra. Rimase un po' in ascolto, e credette di sentire i passi veloci di qualcuno che stesse correndo. Sperava fosse Leon, ma puntò la pistola pronto a difendersi.
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laerte



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MessaggioInviato: 28/03/2008 19:01    Oggetto: Rispondi citando

Leon osservò Rick e gridò: «SCAPPA!!!» e riprese la sua folle corsa verso l'altro ascensore vuoto.
Si fiondò all'interno e con un pugno scoperchiò la botola sul tetto dell'ascensore. Attese qualche istante guardando il gruppo di mostri che lo caricavano. Figure bestiali che si affannavano in una corsa scomposta e brutale. Quando lo ritenne opportuno con un piccolo balzo passò per il varco sul tetto issandosi con le mani e da lassù attese guardando attraverso il foro che qualche testa si mostrasse per essere bersagliata dalla sua Beretta.


L'ultima modifica di laerte il 28/03/2008 21:36, modificato 1 volta
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Dashie



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MessaggioInviato: 31/03/2008 11:40    Oggetto: Rispondi citando

Rick intuì che l'altro doveva avere un qualche piano, e non se lo fece ripetere due volte: spinse il pulsante di salita e attese che le porte si riaprissero al piano della sala controllo. Prese un bidone della spazzatura e bloccò la porta dell'ascensore, quindi cercò l'ascia antincendio, frantumò il vetro che la proteggeva e con quella avrebbe provato a forzare la porta dell'altro ascensore. Se Leon avesse messo fuori uso l'altro ascensore come lui credeva, la scaletta interna di manutenzione sarebbe stata l'unico modo per lui di raggiungerli...

L'ultima modifica di Dashie il 01/04/2008 07:53, modificato 1 volta
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Anderson
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MessaggioInviato: 31/03/2008 23:36    Oggetto: Rispondi citando

Una sorta di senso del dovere aveva tenuto Don incollato ai monitor i pochi secondi necessari ad avvertire gli altri. Certo glielo doveva. Non appena dato l'annuncio, però, si lasciò prendere dal panico e il gesto di Rick lo catapultò immediatamente in modalità "si salvi chi può".
Corse immediatamente all'ascensore di servizio. Premette il pulsante con foga, ma l'ascensore non sembrò dargli udienza. Lo colpì allora con forza tre, quattro, cinque volte. Attese. Nessun segno di vita. Uno schianto proveniente dal piano inferiore. Cosa stava succedendo?
Riprese a correre, stavolta in direzione della galleria commerciale. Sentì rumori e grida provenire dal piano inferiore. Raggiunse il parapetto e si sporse per di guardare di sotto: vide Leon che raggiungeva l'ascensore, ma non riusci a scorgere Rick; forse, pensò, si era già messo in salvo. Il sollievo si trasformò in orrore quando vide quei mostri uscire dal supermercato e dirigersi verso l'ascensore in cui Leon aveva trovato rifugio. Ma per quale motivo l'ascensore rimaneva fermo al primo piano? forse l'ascensore era guasto? forse Leon era ferito e non poteva premere il pulsante?
Doveva fare qualcosa! Leon gli aveva salvato la vita permettendogli di lasciare l'appartamento, era ora di restituire il favore. Risoluto, corse con tutto il fiato che aveva in corpo verso l'ascensore in cui si trovava l'amico. Era lontanissimo, le gambe gli facevano male e il fiato sembrava dover finire da un momento all'altro, ma continuò a correre. Quando infine lo raggiunse era ormai stremato. L'ascensore era ancora fermo. Premette il pulsante, ma niente. Lo colpì con il pugno e finalmente sentì l'ascensore muoversi.
Fece un passo indietro e si fermò a riprendere fiato.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 15/04/2008 12:57    Oggetto: Rispondi citando

Gender arrivò affannata alla sala controllo, giusto in tempo per vederla drammaticamente vuota. Corse ai monitor: Rick stava bloccando un' ascensore, salvo, e questo le fece emettere in un sospiro un ringraziamento al divino o a chi per esso. Negli altri monitor vedeva solo vuoto, mostri o una situazione impelagata che non riuscì a capire nei pochi istanti dell'occhiata. Girò la telecamera sulle scale di servizio. Libere. Per ora. Lo annunciò al microfono, insieme alle sue prossime intenzioni.
Rick c'era e se lo fece bastare per correre come una forsennata verso le scale che portavano alla terrazza superiore, quella con l'elicottero parcheggiato. Sperò che fosse rimasta libera dai mostri, da sola non avrebbe potuto far altro che lasciarsi travolgere. Continuò a correre coi polmoni brucianti e sulle labbra una silenziosa litania di preghiera che le anestetizzava il presente.
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Anderson
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MessaggioInviato: 25/04/2008 18:19    Oggetto: Rispondi citando

L'attesa di Leon, accompagnata dall'ormai insopportabile Don't worry be happy, non durò a lungo. Dopo alcuni secondi i primi tra i suoi inseguitori cominciarono a entrare nell'ascensore.
Da sopra il soffitto della cabina non era difficile sparare agli esseri sottostanti, e con l'esperienza di Leon si trattava semplicemente di puntare e premere il grilletto. Uno sparo, una testa esplose ed un corpo cadde inanimato. Un altro sparo, un altro corpo.
Indifferenti al pericolo i mostri continuarono ad entrare e ben presto la cabina, seppure ampia, ne fu piena e il compito di Leon divenne se possibile ancora più semplice.
Un altro sparo, un altro corpo a terra.
Poi, inaspettatamente, il campanello dell'ascensore suonò, le porte si chiusero e l'ascensore partì con uno scossone che colse Leon di sopresa e gli fece perdere la pistola.

All'apertura delle porte, Don si sarebbe aspettato di trovare Leon, forse ferito; non era pronto a quello che stava succedendo. Sbarrò gli occhi quando vide i mostri all'interno dell'ascensore e immediatamente uno di loro gli fu addosso, tentando di morderlo.
Il suo urlo risuonò in tutto il centro commerciale.
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laerte



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MessaggioInviato: 25/04/2008 20:37    Oggetto: Rispondi citando

«DANNAZIONE» gridò Leon perdendo l'arma e vedendo che l'ascensore cominciava a muoversi: «VIA DI LI......SCAPPAAAAAAAAAA» gridò nella speranza che chiunque avesse chiamato l'ascensore potesse sentirlo e fuggire...ma il grido in seguito all'apertura delle porte non lasciò speranza....Don era morto....e quei mostri si erano dispersi nuovamente per il piano...Bloccandogli anche l'ultima via di uscita...Si affacciò dalla botola gridando in direzione dei msotri che ancora stavano sbranando il suo ex compagno: «VENITE QUì MALEDETTI...SONO QUì DENTRO.....»
Se i msotri fossero rientrati nella cabina quasta volta avrebbe tagliato la fune del contrappeso aggrappandosi ad essa. L'ascensore sarebbe piombato giù trascinando lui invece all'ultimo piano...I mostri nel peggiore dei casi sarebbero rimasti per semrpe intrappolati nella nicchia sotto l'ascensore e lui avrebbe poi tentato di forzare la porta...
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Dashie



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MessaggioInviato: 29/04/2008 18:22    Oggetto: Rispondi citando

Rick stava correndo verso gli ascensori quando sentì Don gridare. Lasciò cadere l'ascia ed estrasse la pistola «Correte verso il tetto, svelti!» gridò mentre girava l'ultimo angolo prima degli ascensori. Quando vide quelle cose uscire dall'ascensore puntò la pistola e senza pensarci cominciò a sparare mirando alle teste. «Leon, Don, Gender! dove siete? siete feriti?» Non sapeva quanti ce ne fossero ma sperò di avere pallottole per tutti... trovare un'altra via per il tetto lasciandoli lì semplicemente non era un'opzione che prese in considerazione.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 02/05/2008 16:44    Oggetto: Rispondi citando

L'inconfondibile urlo di morte di un essere umano la trapassò di terrore e di sconforto. In una frazione di secondo percorse a ritroso gli ultimi giorni fino ad arrivare al fotofinish della testa di Mark, plastilina sanguinolenta staccata dal resto del corpo.
Il suo povero collega... un' altra frazione di secondo e un' altra immagine, mentre i gradini scorrevano sempre più veloci sotto le sue gambe.
Qui Mark le sorrideva: un mese prima, svariati millenni fa, avevano ragggiunto un importante risultato e speravano che il New Scientist pubblicasse la loro ricerca.
Alzava i begli occhi blu dal microscopio e le sorrideva...
Il microscopio! Era già in vista dei bagagli accumulati davanti alla porta della terrazza, ma la cartella con gli appunti e le fotografie del sangue di Jane era rimasta in uno degli uffici. Cercò di prendere fiato per valutare lucidamente la situazione: durante l'agonia della ragazza era entrata in una rete di ricerca internazionale online, dove chiunque ne sapesse qualcosa di medicina cercava di dare un contributo.
E anche lei stava facendo test e osservazioni su quella terribile malattia.
Sia la cartellina che il contenitore con le provette erano uno scrigno prezioso. Doveva tornare a prenderli e forse, forse, dai rumori di spari, ne aveva anche il tempo.
Si voltò e riprese a correre tornando sui propri passi, di nuovo una preghiera silenziosa l'accompagnava, questa volta bagnata dalle lacrime: non sapeva chi ma un suo compagno era morto, o era prossimo ad esserlo nel peggiore dei modi.
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