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6 Dicembre, mezzogiorno, nel centro commerciale
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> L'Alba dei Morti Viventi
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Autore Messaggio
Anderson
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MessaggioInviato: 05/05/2008 23:12    Oggetto: Rispondi citando

Le pallottole cominciarono a fischiare in direzione del gruppo che usciva dall'ascensore. Una colpì alla testa una delle figure, che cadde a terra immediatamente. Altre due attraversarono la carne degli esseri, senza nessun effetto, arrestandosi poi sulle pareti dell'ascensore.
Nella concitazione Rick riuscì ad identificare Don, a terra, attaccato da uno dei mostri che gli stava divorando la spalla destra; il suo braccio sinistro era alzato, per chiedere aiuto, o per rispondere alla domanda di Rick. Non gli fu possibile rintracciare Leon, né Gender.
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Dashie



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MessaggioInviato: 13/05/2008 13:52    Oggetto: Rispondi citando

Rick prese la mira cercando di rimanere calmo e concentrarsi sul bersaglio: aveva bisogno di un tiro preciso per colpire il mostro che stava aggredendo Don. Cercò di ignorare tutto il resto e solo quando fu sicuro tirò il gilletto. Sapeva che probabilmente per Don non ci sarebbe stato più nulla da fare ma una tenue speranza gli imponeva di non abbandonarlo e provare il salvataggio. Gli parve che tutto intorno fosse tornato immerso nel silenzio e che lo sparo echeggiasse a lungo per il corridoio... «scappa!» gridò mentre con lo sgurdo cercava di capire l'esito del suo intervento.
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Anderson
Admin


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MessaggioInviato: 21/05/2008 16:14    Oggetto: Rispondi citando

Il colpo di Rick andò a segno in maniera precisa spargendo il cervello del bersaglio sul pavimento.
Il corpo crollò esanime di fianco a a Don, il quale se ne scostò ma non ebbe la forza di alzarsi e rimase ferito e ansimante al suolo.
I mostri rimasti in piedi cominciarono a trascinare i loro passi in direzione di Rick, senza mai guardarlo, ignorando Don e l'ascensore dentro cui si trovava Leon.
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Dashie



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MessaggioInviato: 21/05/2008 17:12    Oggetto: Rispondi citando

Rick cominciò ad indietreggiare sparando colpi precisi cercando di mantenere una distanza costante dai mostri. Sperava così di allontanarli da Don. La speranza che non fosse rimasto ferito era ormai poca, ma anche se razionalmente sapeva che era ormai spacciato, non riusciva a voltargli le spalle. sperava di guadagnare un po' di tempo prezioso per permettergli di fuggire, pur sapendo che non avrebbe avuto senso imbarcarlo sull'elicottero. Mentalmente cercava una via alternativa al tetto. «Don!» urlò sovrastando gli spari e i gemiti delle creature. Ma poi non seppe cosa aggiungere... i suoi passi aumentarono di velocità mentre nella sua mente si formava un percorso che lo avrebbe portato al tetto.
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laerte



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MessaggioInviato: 31/05/2008 16:19    Oggetto: Rispondi citando

Leon scese dalla botola e raggiunse il corpo di Don a due passi dall'entrata dell'ascensore mentre tutti quei luridi mostri stavano andando verso Rick. Lo prese per il collo della sua giacca e lo trascinò dentro l'ascensore...attese qualche istante che quei cosi arrivassero a metà strada fra lui e rick e aprì il fuoco bersagliando le teste. Era pronto a spinger eil tasto dell'ascensore di chiusura porte se avesse visto la situazione precipitare. Intanto urlò: «RICK SCAPPA CI VEDIAMO SU»
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Zaffira



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MessaggioInviato: 31/05/2008 19:26    Oggetto: Rispondi citando

Intanto Gender raggiungeva la borsa col microscopio e le provette. La afferrò con sforzo da primatista e prese anche la cartellina coi risultati e i dischetti. Scivolò appena tornando di nuovo sui suoi passi: le girava la testa, il corpo era dolorante e madido di sudore, la bocca secca che pure continuava a muoversi pronunciando ipnotiche litanie di speranza.
Strinse gli occhi un secondo, valutando la tentazione di correre in direzione dei fischi degli spari. Li riaprì: no, non aveva nemmeno un minuto da perdere e nemmeno da far perdere agli altri cacciandosi nei guai. Riprese la scala correndo, se così si può definire un veloce incespicare sui gradini, abbrancando col braccio libero il corrimano come un naufrago in mezzo a una tempesta farebbe con una cima lanciata dalla nave.
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Dashie



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MessaggioInviato: 03/06/2008 10:55    Oggetto: Rispondi citando

La voce di Leon fu per Rick come lo squillo delle trombe della cavalleria. «Va bene!» gridò in risposta «sicuro di farcela? posso farvi guadagnare ancora un po' di tempo!»
Aveva smesso di sparare e si stava allontanando correndo all'indietro, non senza gettare un occhio anche alle sue spalle.
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laerte



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MessaggioInviato: 04/06/2008 22:38    Oggetto: Rispondi citando

Leon sparò l'ultimo colpo che perforò l'ennesimo cranio. Girò quindi la chiave per raggiungere il tetto. Avrebbe quindi portato in spalla Don fino all'elicottero.

OOC: modificato dal master. L'ascensore è quello del pubblico quindi ci vuole una chiave per raggiungere il piano superiore.


L'ultima modifica di laerte il 11/06/2008 10:06, modificato 1 volta
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Dashie



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MessaggioInviato: 05/06/2008 00:17    Oggetto: Rispondi citando

Rick non ebbe bisogno di sentire altro. Si volse senza nessun indugio e cominciò a correre verso le scale antincendio. Sapeva le avrebbe trovate libere pur essendo all'esterno dell'edificio in quanto, senza allarme in corso, il tratto di scala che fungeva da congiunzione con il parcheggio a terra era saldamente ancorato al ballatoio del piano superiore con dei meccanismi antifurto... ma contò lo stesso i colpi che gli erano rimasti mentre già intravedeva la porta tagliafuoco.
Solo quando ormai si trovava davanti alla porta verde e stava per calciarne la maniglia antipanico realizzò che forse l'allarme, per quanto improbabile, sarebbe potuto scattare con l'apertura della stessa...
Tuttavia non si fermò, spalancandola con violenza e lanciandosi sulle scale di metallo rosso.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 05/06/2008 00:18    Oggetto: Rispondi citando

Gender non seppe se l'avvertì prima il rumore strisciato e abbattuto, o l'odore misto di carne straziata e di polvere impastata a vischiosi liquidi di putrefazione. Comunque stavano arrivando, erano una massa infinita e bestiale due piani sotto di lei. Impossibile femarli. Rallentarli, forse. Dove prese quelle forze non lo seppe nemmeno lei, ma rinnovò l'adrenalina in circolo e scambiò il materiale del laboratorio con uno zainetto rosso e dello scotch garantito sorreggere perfino un' automobile al soffitto. Stavolta si era organizzata, stavolta aveva fatto sul serio e nelle sue perlustrazioni di recupero materiale per sopravvivenza era stata accorta e abbondante. L'esperienza sul tetto dell'ospedale aveva fatto scuola. Oltre ad acqua, bibite e barrette energetiche, medicinali, e attrezzature da scalata, aveva accatastato in tre zaini da montagna una mezza ferramenta (certo non mancavano diversi rotoli del suddetto scotch). Poi aveva praticamente razziato il negozio di armi, caccia e pesca del piano inferiore. La consulenza di Rick, tra un bacio e l'altro, era stata indispensabile. E proprio qui aveva trovato quei gioielli che teneva nello zaino rosso: un'anonima scatola sul retro nascondeva una trentina di candelotti di dinamite, di quelli che sapeva si usavano per la pesca illegale e per altre analoghe galanterie.
Aveva un amico geologo che amava andar per antiche miniere a raccogliere ciò che oramai erano tesori solo per i collezionisti; ogni tanto andavano a ber qualcosa in un vecchio pub che ben si adattava ad ascoltare racconti. Lui era un puro, ma i meschini e gli avidi non li ferma neppure la roccia : usano la dinamite per squarciare le vene delle montagne, per arrivare prima alle culle dei minerali.
Ma ecco che questa cosa ora le dava l'idea: non sapeva nulla della quantità, ma disperazione per disperazione,prese una decina di candelotti e si mise a inchiodarli al pianerottolo che stava tra le due rampe di congiunzione al piano degli uffici.
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Anderson
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MessaggioInviato: 24/06/2008 10:38    Oggetto: Rispondi citando

Rick spalancò la porta e si ritrovò su un pianerottolo di metallo. Rapidamente fece il punto della situazione: le scale antincendio sopra e sotto di lui erano libere, come aveva sperato. Sotto i suoi piedi, il rumore dei meccanismi attivati dall'apertura della porta gli confermò invece che non sarebbero state libere a lungo.
Salì di corsa l'unico piano di scale che lo separava dal tetto, facendo risuonare la struttura di metallo ad ogni passo. Arrivato in cima non poté trattenersi dal guardare di sotto e vide, come temeva, che la scala ora era percorribile e che alcune figure avevano iniziato, lentamente, a salirla.

All'interno dell'ascensore, Leon girò la chiave che gli avrebbe permesso di raggiungere il piano degli uffici. Le porte si chiusero e l'ascensore partì con uno scossone.
Don, steso a terra, sanguinava copiosamente. Nel mezzo della ferita sanguinolenta emergeva vistosamente il bianco pulito della clavicola. Con fatica, il suo rantolo si trasformò in parole:
«Non lasciatemi qui...»

Gender aveva terminato il suo lavoro e stava risalendo le scale quando il campanello dell'ascensore attirò la sua attenzione. Quando le porte si aprirono vide Leon, apparentemente in buono stato, e un corpo steso in una pozza di sangue, appartenente a uno degli altri due.
Con la coda dell'occhio vide le prime teste spuntare dalle scale interne sotto di lei.

OOC: seguono messaggi privati.
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Dashie



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MessaggioInviato: 24/06/2008 12:47    Oggetto: Rispondi citando

Rick fece gli ultimi gradini di corsa. Si precipitò all'elicottero, spalancò il vano tecnico e ne estrasse un pezzo di filo, una grananta fumogena (maledicendo tra se e se l'esercito che non gli aveva fornito delle "normali" granate a concussione) e il rotolo di scotch marrone. Corse quindi nuovamente verso le scale fermandosi a metà della rampa dove installò la piccola trappola incollando la granata alla ringhiera e tendendo il filo sopra un gradino circa all'altezza degli stinchi. Sapeva che la piccola esplosione non sarebbe stata in grado di far crollare la scala, ma forse avrebbe intralciato l'avanzata rallentando i mosti...
Tornò ancora una volta all'elicottero dove, dopo aver chiuso lo sportellino del vano, si mise al posto di guida preparando il motore e gli strumenti al decollo.
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laerte



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MessaggioInviato: 24/06/2008 16:57    Oggetto: Rispondi citando

«No che non ti lasciamo quì stai tranquillo» disse semplicemente con voce affananta mentre raggiungeva il velivolo.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 29/06/2008 15:44    Oggetto: Rispondi citando

Gender seguì l'ex-militare, che l'aveva scavalcata senza dire una parola e portando sulle spalle (Dio mio è terribile, Dio mio ti ringrazio però che non è Rick) quel che rimaneva di Don: sospettò che la mente di Leon stesse vacillando, ed era comprensibile, ma non utile.
Spinse oltre la porta tagliafuoco un paio dei grossi zaini da montagna che aveva preparato e vide l'elicotterista spuntare sul terrazzo. Lo chiamò a gran voce: aveva ben più esperienza e probabilmente mira di lei ed era necessario che quel candelotto che teneva nella sinistra non andasse sprecato. Teneva nel frattempo d'occhio il corpo di Don: dopo un problema ce ne sarebbe stato un altro.
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Dashie



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MessaggioInviato: 30/06/2008 08:04    Oggetto: Rispondi citando

Quando si sentì chiamare, Rick trasalì ma il brivido che gli percorse la schiena fu incredibilmente piacevole: lei era ancora viva.
Scese dal posto di guida dove ormai aveva finito i preparativi al decollo e le corse incontro. «dove hai trovato quello?» le disse sorpreso di trovarla con un candelotto di dinamite in mano...
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