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6 Dicembre, mezzogiorno, nel centro commerciale
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Autore Messaggio
Zaffira



Registrato: 28/07/06 12:45
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MessaggioInviato: 30/06/2008 13:28    Oggetto: Rispondi citando

«Fratello di questi... e di quelli» disse indicando rispettivamente la scatola in legno già oltre la porta e quelli piazzati sul pianerottolo. Si precipitò poi a tirar sulla terrazza altri due zaini di sopravvivenza e due confezioni di acqua in bottiglia, lasciando candelotto, accendino e responsabilità di lancio all' elicotterista. Il fatto di averlo vicino sano e salvo, almeno per ora, le faceva sorridere il cuore e le dava forza.
Chiamò Leon a darle una mano. Poi mise mano alla valigetta in cui aveva i campioni del suo piccolo laboratorio improvvisato alla ricerca di una siringa e di un flaconcino.
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laerte



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MessaggioInviato: 03/07/2008 23:06    Oggetto: Rispondi citando

Leon posato Don si apprestò ad aiutare Gender. Quando le fu vicino le sussurrò all'orecchio: «Bisogna assicurarsi che nn possa muoversi...lo dobbiamo bloccare»
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Dashie



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MessaggioInviato: 07/07/2008 11:15    Oggetto: Rispondi citando

Rick si era portato sulla porta delle scale, gettò un rapido sguardo alle cariche piazzate da Gender e valutò la lunghezza della miccia in modo da avere abbastanza tempo per allontanarsi e raggiungere l'elicottero... quindi la accese, soppesò il candelotto per un isante poi,trattenendo il respiro, lo lanciò per le scale e chiuse la porta. In un attimo fu in cabina e disse agli altri: «salite in fretta, meglio essere pronti al peggio!»
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Zaffira



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MessaggioInviato: 07/07/2008 14:31    Oggetto: Rispondi citando

La mano di Gender teneva ancora la siringa infilata nel braccio di Don. Oxicodone era scritto sul flaconcino, una neurotossina di cui si era incaricata di osservare gli effetti sulle cellule malate e una dose circa venti volte quella consigliata era quella iniettata a Don. Gender aveva negli occhi la stessa durezza di quando nel suo lavoro eseguiva la decisione terribile, selvaggia e struggentemente compassionevole di spegnere una vita. E nella mano, con cui carezzava i radi capelli dell'uomo, aveva la stessa delicata dolcezza. La cantilena dell'Ave Maria continuava, praticamente mai smessa, a sfiorarle le labbra.
Sentì le parole di Rick, ma aveva bisogno ancora di un paio di secondi per terminare il lavoro: non voleva accelerare lo stantuffo, dare questo dolore in più a Don, ormai quasi un amico.
Poi sarebbe corsa all'elicottero, veloce come il vento, se il vento fosse spirato ancora nelle sue vele.
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Dashie



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MessaggioInviato: 21/07/2008 11:46    Oggetto: Rispondi citando

Rick volgeva continuamente lo sguardo alla scala antincendio per poi passare alla porta metallica -da cui si aspettava da un momento all'altro di vedere gli effetti dell'imminente esplosione- senza tralasciare Gender, ancora accucciata vicino a Don. I gesti ormai automatici per avviare il mezzo proseguivano quasi senza che ne fosse cosciente... un solo pensiero ossessivo gli martellava le tempie: "via, via, via, via!"
Borbottò qualcosa in direzione di Leon, ma si rese conto che a parte "fucile" il resto della frase non la aveva capita chiaramente neppure lui... ma si augurò che potesse bastare.
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Anderson
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MessaggioInviato: 24/07/2008 18:32    Oggetto: Rispondi citando

Don non disse nulla, si limitò a rivolgere lo sguardo verso Gender senza metterla a fuoco.
Mentre la ragazza terminava l'iniezione, lentamente il dolore svaniva.

Dalle scale esterne provenì un rumore sordo, seguito da qualche gemito, poi una colonna di fumo nero salì oscurandone la vista.
Le pale dell'elicottero cominciarono a fendere l'aria; ad ogni passaggio il rumore diveniva più forte e più frequente.
La grande porta metallica che conducevano al piano di sotto rimase invece chiusa e silenziosa.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 25/07/2008 13:20    Oggetto: Rispondi citando

Certo gettò uno sguardo interrogativo alla porta, chiedendosi cosa fosse accaduto al di là, ma subito si rispose che per quel che la riguardava gli abomini potevano pure essersi ingoiati tutti i suoi candelotti. Con un' ultima carezza alla fronte pallida di Don, estrasse la siringa ormai vuota, la gettò lontano...

NDG: ultima frase tagliata dal master
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Anderson
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MessaggioInviato: 25/07/2008 17:14    Oggetto: Rispondi citando

Il flebile respiro di Don si fermò ancora prima che la siringa fosse del tutto vuota.

La ragazza scattò verso l'elicottero ma prima che potesse compiere la seconda falcata una mano le afferrò la caviglia. Il cadavere di Don la stava trattenendo con una forza inaspettata e sembrava pronto ad alzarsi e attaccarla da un momento all'altro. Il suo aspetto era lo stesso che Don aveva avuto fino a pochi secondi prima, ma il suo sguardo vacuo non aveva più nulla di umano.
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laerte



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MessaggioInviato: 26/07/2008 00:25    Oggetto: Rispondi citando

Leon non esitò. L'esplosione di un colpo decretò la fine di quellos cempio....e un altro amico se ne era andato. Le sue cervella sparse sul fianco dell'elicottero. Il suo sguardo fu per qualche momento vacuo....poi come se si fosse ridestato da un sogno proruppe: «ANDIAMOOOOOO!!!»
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Anderson
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MessaggioInviato: 29/07/2008 19:02    Oggetto: Rispondi citando

L'esplosione arrivò, spalancando la porta di metallo e mandando in pezzi le finestre dell'ultimo piano. Il boato coprì per un istante il rumore del motore.

L'impatto dell'aria proveniente dalla porta colpì Gender facendole perdere l'equilibrio.

Il fumo scuro che saliva dalle scale antincendio venne temporaneamente disperso, mostrando i primi dei mostri che entro poco avrebbero invaso il terrazzo del centro commerciale.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 19/08/2008 13:37    Oggetto: Rispondi citando

L'elicottero era a soli cinque passi da lei: liberata la caviglia dalla stretta convulsa di quello che era stato Don cos'altro l'avrebbe potuta separare dalla salvezza? E invece l'impeto dell'esplosione la sbattè contro la fiancata del velivolo annebbiandole la vista. Il dolore alla spalla era forte, ma in un attimo la diagnosticò semplice contusione, ma la pugnalata che sentì al polpaccio la preoccupò di più: riaprì gli occhi e vide che una scheggia della porta strappava il pantalone che si macchiava piano del suo sangue. Confusa cercò gli occhi di Leon e gridò un roco «Aiuto!». Prese a trascinarsi verso il sospirato ingresso all'elicottero.
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Dashie



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MessaggioInviato: 19/08/2008 14:55    Oggetto: Rispondi citando

Rick stava ultimando le operazioni per il decollo quando l'esplosione lo fece letteralmente saltare sul sedile. Frammenti di metallo e cemento picchiettarono sul metallo del velivolo per un istante che però gli parve interminabile.
Si guardò attorno confuso, quindi sentì il grido di Gender. Senza pensarci due volte si lanciò verso il portellone dove già si trovava Leon. «Gender!» gridò. Non pensava nulla, agiva solo come spinto da un istinto ancestrale mentre l'adrenalina pompava nelle vene... era pronto a tutto.
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laerte



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MessaggioInviato: 23/08/2008 18:52    Oggetto: Rispondi citando

«VAI....PORTACI VIA» gridò Leon spintonando Rick che si era avvicinato al portellone. Intanto Caricò di forza Gender sul velivolo: «Via via via» gridò per sovrastare il rumore dle motore incitando il pilota a partire. Intanto fece distendere gender e strappandole quel lembo di pantalone per liberare la ferita cercò di capire la situazione mentre cominciò a rassicurare la donna: «Non ti preoccupare...non è nulla.....» durante la sua vita da soldato aveva visto ferite ben peggiori...ma avrebbe detto le stesse parole anche se fosse stato certo che quella ferita l'avrebbe portata presto alla morte.
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Dashie



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MessaggioInviato: 26/08/2008 15:18    Oggetto: Rispondi citando

Non appena si rese conto che Leon sarebbe stato in grado di issare a bordo Gender senza il suo aiuto, Rick si precipitò nuovamente ai comandi e ,senza attendere oltre, fece salire di giri il motore manovrando in modo da decollare verticalmente. In pochi istanti già si libravano a quasi due metri dal tetto del centro commerciale. Finalmente Rick si sentì pervadere da un profondo sollievo e, mantenendo il velivolo stazionario, si volse in direzione dei due compagni «Come sta?» chiese a Leon, mentre i l suo sguardo cercava di incrociarsi con quello di lei.
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Zaffira



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MessaggioInviato: 27/08/2008 12:44    Oggetto: Rispondi citando

Le mani di Leon si muovevano insieme alle sue attorno alla ferita cercando di tamponarla. Il volto era pallido ma era pur sempre un sorriso quello che rispose allo sguardo di Rick e le farfalle che sentiva nello stomaco, segno che il velivolo si stava alzando, erano meravigliose. Sì, c'era una lacerazione nel muscolo esterno del polpaccio e bruciava non poco, ma non era così profonda da compromettere la vita o così per ora sembrava, perchè non era così saggio estrarre la scheggia, ma non c'erano molti ospedali di pronta emergenza con personale operativo lì attorno, quindi andava fatto. Armeggiò nello zaino dell'attrezzatura medica e allungò acqua ossigenata, cicatrizzante e punti di sutura adesivi, nonchè una nuova benda tamponante a Leon.
Parlottarono un attimo, poi Gender mise in bocca una delle bretelle imbottite di uno degli zaini: non aveva molta lidocaina e, se mai si fosssero salvati, avrebbe potuto essere indispensabile.
Affidò la propria gamba a Leon e si preparò al dolore.
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