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Algawanee

calendario.jpg I rinvenimenti archeologici dell’ultimo decennio rendono impossibile ignorare l’influenza avuta dalla civiltà Algawanee (o Algahuantli) sullo sviluppo delle successive culture dell’America settentrionale e centrale. Se poco si sa della storia di questo popolo prima del settimo secolo, è ormai chiaro che il loro territorio si estendeva, nel quattordicesimo secolo, dall’Ontario alla Louisiana; per di più, alcuni ritrovamenti recenti testimonierebbero la presenza di esploratori o mercanti Algawanee molto più a sud, fino a Tenochtitlan.

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È appurato che l’impero Algawanee fu distrutto da un’imponente alleanza di nazioni indiane all’inizio del quindicesimo secolo; i vincitori distrussero ogni traccia della cultura Algawanee con una furia inusuale nella storia dei popoli nativi americani. L’epurazione (o la congiura del silenzio) fu talmente approfondita che ci risulta oltremodo difficile trovare nella letteratura e nel folklore indiano riferimenti alla guerra combattuta contro gli Algawanee, che pure deve essere stata di dimensioni epocali.

Una possibile causa di tale accanimento è la pratica da parte degli Algawanee del cannibalismo rituale, ampiamente attestato in Mesoamerica e considerato invece tabù dai moderni nativi americani; naturalmente questa visione implicherebbe una diffusione del cannibalismo ancora più vasta che nella stessa civiltà Azteca. D’altra parte, è anche possibile che il tabù sia stato sviluppato in seguito al conflitto e che la causa dell’accanimento sia da ricercare altrove.

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Una testimonianza indiretta dei contatti tra le popolazioni indiane e gli Algawanee è data dalla diffusione della leggenda del Wendigo, presente oggi tra molte tribù indiane in Canada e negli Stati Uniti. Il Wendigo, rappresentato dagli indiani come un mostro o uno spirito, era probabilmente una divinità degli Algawanee collegata alla luna ed al cielo notturno.

Un particolare interessante, presente solo in alcune versioni della leggenda, è l’esistenza di un particolare materiale, chiamato spesso "metallo del sole", in grado di ferire il mostro. L’origine e la composizione di tale metallo (o lega) è invariabilmente imprecisata, ma esisterebbero manufatti di un’antica civiltà scompasa forgiati con tale materiale. Secondo Hofmann, il metallo del sole sarebbe da identificare con l’orichalcum di Platone.

(tratto da un manoscritto1) di Adam Nowak per la sua “Storia delle Civiltà Precolombiane”, circa 1960)

1) l’edizione definitiva (Academia Press, Boston, 1963) non contiene nessun riferimento alla cultura Algawanee
 
wendigo/algawanee.txt · Ultima modifica: 07/12/2005 14:58 da Anderson