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Bowels, Anna

13 maggio
Anna ha avuto un altro incubo. Si è svegliata intorno alle tre, urlando, divincolandosi dalla stretta dell’infermiera senza riconoscerla, senza riconoscere nessuno di noi. C’è voluto molto tempo affinchè si calmasse, e quando finalmente è tornata in sè si è rifiutata di raccontare cosa l’avesse sconvolta. Ma io *so* che stava ricordando...
L’infermiera Hopkins dice che dopo quello che ha passato è normale, che ci vorrà del tempo perchè si riprenda del tutto, perchè smetta di avere queste crisi. Dice anche che dobbiamo avere fiducia, e pregare per lei.
Dio solo sa quanto prego.

16 maggio
Le crisi di Anna continuano. Questa notte, tra le parole sconnesse, ripeteva un nome in maniera ossessiva: “Wendigo”... Stamattina le ho chiesto spiegazioni, ma sembrava non ricordare nulla. Non ho voluto insistere, perchè l’argomento evidentemente la mette in agitazione. Ma sono sicura di avere già sentito quel nome. Se solo ricordassi dove...

17 maggio
Ho scoperto dove avevo già sentito quel nome! Stamane, mentre riordinavo le carte di papà (il professor Corby vuole che gli mandi il materiale su cui stava lavorando), ho trovato dei ritagli di giornale relativi ad una vecchia strage compiuta nel Montana molti anni fa. L’assassino era risultato essere un fanatico di un certo dio Wendigo, e in suo nome aveva massacrato decine di persone...
Mi chiedo come tutto questo abbia a che fare con mia sorella.

22 maggio
Le condizioni di Anna sono stabili. Ho chiesto all’infermiera quando potremo cominciare a vedere un miglioramento, e lei ha risposto che non si può dire, ma che comunque non dobbiamo disperare. Non le credo. Ha evitato il mio sguardo, mentre parlava. Se solo sapessimo cosa è successo quella notte... ma Anna si rifiuta di parlarne. Dev’essere stato terribile, povera sorella mia.

23 maggio
Questa notte le condizioni di Anna si sono aggravate all’improvviso. Ad un tratto si è messa a sedere sul letto, con gli occhi sbarrati, gridando che “lui” sarebbe tornato, che il suo sangue l’avrebbe nutrito, e poi ancora quel nome, sempre quel nome, Wendigo...
Ormai non la riconosco più... e non so che fare... Non voglio che finisca in uno di quegli orribili manicomi, legata ad un letto e imbottita di droghe. Ma questa notte mi ha quasi morsa mentre cercavo di tenerla ferma, e l’infermiera Hopkins ha dovuto farle un’iniezione per calmarla. Dorme ancora, ora... Ho paura per quando si sveglierà.

24 maggio
Anna ha dormito quasi tutto il giorno di ieri. Credo sia a causa della morfina. E’ stato un sonno agitato, sono sicura che abbia avuto degli incubi. Dio, come dev’essere terribile! E noi qua fuori senza poter far niente per aiutarla.
Oggi il dottor Mitchell ha lasciato intendere che se la situazione non migliora almeno un poco entro la fine del mese, dovremo considerare il fatto che Anna potrebbe non riprendersi più. Non voglio nemmeno pensare alle implicazioni di tutto questo.
Continuo a pregare, augurandomi che i salassi del dottore e le nostre cure possano servire a qualcosa.

25 maggio
Anna è quasi sempre intontita, e quelle rare volte in cui è lucida è così debole che non me la sento di farla parlare. E’ dimagrita moltissimo, e ho paura che anche se dovesse superare questo momento non tornerà mai completamente in sè. Fortunatamente non ha avuto altre crisi da quella del 23, ma non mostra segni di miglioramento, e sta deperendo sempre di più.
Ho paura che dovrò cominciare ad abituarmi all’idea che la mia povera sorella resterà così per il resto della sua vita.

26 maggio
Oggi c’è luna calante. Ho aperto la finestra, augurandomi che l’aria fresca potesse far bene ad Anna, ma questo l’ha agitata terribilmente. Non capisco cosa possa averla spaventata a quel modo, dal suo letto si vede solo il cielo.
Alla fine era così sconvolta che ho dovuto chiudere le imposte e tirare le tende, e ugualmente è rimasta a lungo immobile, mormorando ossessivamente parole sconnesse.
“Verrà, verrà... è vicino... manca poco...”
Ad un certo punto mi ha stretto il braccio, e sembrava perfettamente lucida, sebbene spaventata a morte.
“Non lasciare che si avvicini” ha detto “Non lasciare che torni”
“Ma cosa, Anna? Cosa non deve tornare?” ho chiesto.
Non mi ha risposto. Ha scosso la testa e continuato a ripetere quelle parole “Non lasciare che torni... Non lasciare che mi prenda...”
Non so che fare. Prego il Signore continuamente che tutto questo finisca in fretta.

28 maggio
E’ tutto finito.
Questa notte Anna è morta. Non posso fare a meno di pensare che sia colpa mia, per le mie preghiere, e al tempo stesso non riesco a non sentirmi sollevata... Che Dio abbia pietà della mia anima...
Quanto è successo è incomprensibile. Nè io nè l’infermiera Hopkins l’abbiamo mai lasciata sola un istante, eppure questa mattina, quando abbiamo aperto le tende, il corpo di Anna giaceva senza vita, sotto le coperte, con gli occhi spalancati dall’orrore e uno strano simbolo a forma di falce disegnato sul petto. E non c’era alcuna ferita...
Il medico dice che è come se il suo corpo fosse stato consumato dall’interno... Ma com’è possibile? E poi quel simbolo... e nessuna di noi ha notato nulla...
E’ tutto così irreale... Se non ci fosse la testimonianza dell’infermiera penserei di essere pazza... Eppure è successo, il corpo senza vita di Anna ne è la prova.
L’unica cosa che mi rincuora è che ora la mia cara sorella avrà finalmente pace.

(estratto del diario di Margaret Bowels, 1932, Winnipeg)

 
wendigo/bowels_anna.txt · Ultima modifica: 15/02/2006 16:30 da Dara'nei