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Burnell, Joseph

[...] per quanto riguarda il Wendigo, non esiste nessuna prova documentata della sua esistenza, neanche una impronta che possa essere a lui attribuita, a differenza di Cryptids quali Bigfoot o Sasquatch (illuminante a questo proposito Criptozoologia: Scienza o Fantasia?, di Anthony Malone).

Esistono, tuttavia, almeno sei esempi di assassini seriali che, negli ultimi due secoli, si sono discolpati dinanzi alla forca dichiarando di “essere stati posseduti dalla forza inumana e dalla fame cannibale del Wendigo”. Il più famoso di questi è sicuramente Joseph “Bo” Burnell, boscaiolo canadese che, negli anni tra il 1890 e il 1895 si rese colpevole di efferati e sanguinosi omicidi all’interno delle piccole comunità tra l’Alberta e il Montana.

[...] Venticinque furono le vittime, prima che venisse catturato; quando questo avvenne, i Mounties canadesi si trovarono davanti ad uno spettacolo tale da conquistare le prime pagine dei quotidiani di Ottawa e di Toronto e da meritarsi il nome di Mattanza di Slave Lake. All’interno di un fatiscente capanno di cacciatori situato sulle rive del Lago, gli agenti trovarono i resti, meticolosamente macellati e conservati sotto sale, di otto esseri umani di vario sesso ed età, nonché Burnell stesso, addormentato sotto i fumi dell’alcool.

Gli agenti raccontano che, una volta svegliato, egli oppose una resistenza inumana, uccidendo due dei nove Mounties della pattuglia e ferendone uno. Venne fermato solo da sei colpi di Colt che gli fracassarono una gamba, portandolo all’incoscienza. Il capopattuglia Albert O’Keefe, nel suo diario, menziona anche “i misteriosi e blasfemi segni rossi che adornavano il capanno” (rendendolo in questo modo simile a molti serial killer, a cominciare da Zodiac) e di come, al risveglio di Burnell, “la temperatura dell’aria si fosse bruscamente abbassata, nonostante fosse una afosa notte di luglio, tanto da portare gli uomini a cercare le coperte sui loro cavalli”.

[...] Del processo, svoltosi nel pasese vicino di Crystal Falls, si sa ben poco, se non che Burnell dichiarò in maniera ossessiva, quasi autistica, “di non essere più un uomo ma di essere un araldo del Potente Dio Wendigo, e di doversi cibare di carne umana per vivere per sempre e per dare forza al Potente Dio Wendigo”.

Burnel venne impiccato dopo una rapida sentenza il 7 agosto 1895, non prima di aver sputato in faccia al curato del paese e di aver maledetto i presenti, augurando ai loro discendenti di “diventare cibo per gli immortali”. I testimoni dell’evento narrano che Burnell aveva, sul petto, dipinto uno strano simbolo, raffigurante una falce di luna rossa calante e sotto una sfera più piccola, anch’essa rossa, e che un vecchio indiano Ojibway, Occhio Oltre Le Montagne, chiese, implorante, sia al curato che al sindaco di bruciare il corpo, “perché dentro corpo di quell’uomo essere veramente Wendigo, freddo divoratore di uomini e solo grande caldo scacciare Wendigo”.

I paesani, discendenti di rudi genti scozzesi e gallesi, ignorarono l’avvertimento del vecchio Ojibway, e la vita proseguì come prima della strage. Nuovi figli nacquero, e con le generazioni, il tutto venne dimenticato.

[...] Per quanto riguarda gli omicidi avvenuti all’interno delle università americane, è interessante riportare ciò che nota Arunyan nel suo libro Spring of Blood: facendo approfondite ricerche, egli osserva che tutti gli studenti assassinati nella primavera del 1967, (la famosa “Primavera di sangue”) erano discendenti degli abitanti di Crystal Falls che avevano assistito all’impiccagione di Burnell e, su tutti i cadaveri, era tracciato un simbolo simile alla mezzaluna rovesciata tracciata sul petto di Burnell...

(da “Serial Killer e Miti del Nordamerica”, di William Sharansky, Bantam Books, New York.)

 
wendigo/burnell_joseph.txt · Ultima modifica: 06/12/2005 06:07 da lamboz