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Chevalier, Robert

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13 settembre
La tempesta è finita! Ormai non ci speravo più, temevo che sarebbe durata per sempre. Quanto è durata? tre settimane? Tre settimane fermi in questo villaggio, e ora rischiamo che l’inverno ci colga prima di essere giunti alla nostra meta. L’umore è basso, ma cosa si può pretendere... Domani si riparte.

14 settembre
Stiamo partendo finalmente. Ci hanno consegnato la posta, il che ha migliorato un po’ l’umore degli uomini. Speriamo che duri. Il dottor Bowels è diventato padre di una bambina di nome Anna. Mi chiedo cosa spinga un uomo come lui, con una famiglia, ad affrontare un’avventura del genere.

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8 novembre
Oggi abbiamo incontrato un’altra tempesta, la quinta della stagione. Taylor non sta bene, forse è polmonite. Il dottore dice che deve essere ricoverato ma ormai siamo troppo lontani dalla civiltà. Proseguiamo.

11 novembre
Taylor è morto. Tra gli uomini si diffonde il disfattismo: dicono che l’inverno è troppo vicino e che non riusciremo a tornare indietro in tempo. Il dottor Bowels sostiene che i medicinali potrebbero non bastare se altri si dovessero ammalare. Ma accidenti, non doveva pensare lui a queste cose? Solo le guide indiane sembrano mantenere la calma.

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29 novembre
Abbiamo perso un altro uomo. Dubois è stato attaccato da un lupo, o da un orso, nessuno lo ha visto con chiarezza. Questa sera ho dovuto dare fondo alle riserve di alcool per convincere gli uomini a proseguire. Se ci sarà un altro incidente del genere non so cosa dovrò inventarmi per non mandare a monte la missione.

3 dicembre
Procediamo lentamente, ma procediamo. La tempesta di ieri è stata meno dura delle altre, o forse siamo noi che ci stiamo abituando. Incominciano a diffondersi voci tra gli uomini, qualcuno dice di avere visto una bestia aggirarsi nei pressi del nostro campo. Devo scoprire chi mette in giro queste storie e punirlo.

5 dicembre
Gli uomini sono tesi, nervosi, e continuano a sussurrare storie su uno strano animale che ci starebbe seguendo. Solo, hanno cominciato a farlo di nascosto da me e dal dottore. Credo che siano stati gli indiani a suggestionarli, li ho sentiti parlare di uno spirito dei ghiacci che si nutre di esploratori. Bowels invece ha una sua teoria, secondo cui queste voci sarebbero un sintomo della follia delle nevi, una sorta di psicosi causata dall’isolamento e dalle condizioni ambientali avverse. Se questa malattia esiste, di certo è lui a soffrirne.

9 dicembre
L’ho visto! Oggi, poco prima del tramonto, la bestia ha attaccato Johnson. Il pover’uomo non è morto, ma è questione di ore. Il Wendigo, così lo chiamano le guide. Non è un orso, né un lupo, questo è certo. Il suo pelo è bianco, ma la somiglianza termina qui. Gli uomini sono terrorizzati da un’ombra che hanno intravisto, ma io no. Perché io l’ho visto. L’ho visto bene. Le sue membra sono testimoni di una fame millenaria, ma sono forti, oh sì! Bisogna essere forti per sopraffare un energumeno come Johnson.

10 dicembre
Il tempo è buono, ma ciò nonostante gli uomini sono di cattivo umore. Oggi ho dovuto prendere a calci uno di loro per convincere gli altri a mettersi in viaggio. Li sento borbottare, stanno escogitando qualcosa. Ma ormai siamo alla meta, non permetterò loro di rovinare tutto adesso.

13 dicembre
MacCarthy è morto. Non sono riuscito a vedere il mostro ma sono sicuro che sia stato lui. Gli uomini sono isterici. Ho chiesto al dottor Bowels di somministrare loro qualcosa, ma ha rifiutato. Domattina dovrò parlargli.

14 dicembre
Gli uomini si sono rifiutati di proseguire. Hanno tenuto una specie di riunione ed hanno deciso di abbandonare la missione. Ho tentato di impedire questa follia, ma mi hanno trascinato a forza ed hanno marciato verso sud. Bowels è dalla loro parte. Questa notte lascerò il campo. Li abbandono al loro destino. Il mio destino è qui, tra queste nevi.

(dal diario di viaggio di Robert Chevalier, 1909, collezione privata)

 
wendigo/chevalier_robert.txt · Ultima modifica: 14/12/2005 14:43 da Anderson