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FALCI DI LUNA

Cap XI -iconografie sacre delle civiltà arcaiche del nordamerica-

In questo capitolo tratteremo invece delle iconografie sacre di queste civiltà. Questi simboli, principalmente ritrovati su manufatti sciamanici o su feticci posti in aree sacre, avevano diversi scopi e significati. La complessità dell’argomento è dovuta alla grande frammentazione culturale data dalla struttura sociale di queste civiltà, suddivise in tribù per lo più isolate e quindi devote a divinità molto spesso uniche e proprie di un ceppo tribale ben definito. Tuttavia è da notare come alcune iconografie siano comunque ricorrenti in queste culture, con significati probabilmente non dissimili tra di loro, quali ad esempio il sole, divinità protettrice e propizia alla vita e alla caccia, o la luna piena, da sempre motivo di stupore e legata alla fertilità. Sulla luna in particolare conviene soffermarsi in quanto, ancora più del sole, con diverse fasi e peculiarità cromatiche (può infatti apparire rossa quando non brillante o completamente oscurata) ha assunto molti e diversi significati.

In alcuni ritrovamenti nelle regioni più nord, infatti, sembra che la falce di luna avesse una valenza particolare, ben distinta dalle altre fasi lunari e addirittura in pieno contrasto con la normale valenza benigna di questi simboli. Le ricerche hanno infatti portato alla luce aree sacre completamente dedicate alla falce di luna, con sepolture rituali di individui spesso giovani ed esclusivamente periti di morte violenta (da quanto è stato possibile accertare).

Queste aree, isolate e generalmente poste in zone particolarmente impervie e fredde, erano probabilmente destinate ai sacrifici umani forse per sconguirare le calamità di cui era presagio la falce di luna. Le icone ritrovate, falci di luna tinte di rosso, erano deposte sui resti delle vittime stesse, e alcune teorie ,seppur non supportate da fonti attendibili, ipotizzano l’uso di forme di cannibalismo rituale.

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Di notevole interesse, a tal proposito, il ritrovamento avvenuto nel già misterioso Sito Krisk. In una caverna sono stati trovati i resti di un uomo, probabilmente sottoposto ad un qualche tipo di esorcismo dagli esiti fatali. Lo scheletro, trovato infisso alla parete di roccia tramite diverse lunghe lance dalla punta d’oro, è stato successivamente “sigillato” magicamente da un cerchio di feticci in osso bianco raffiguranti il sole. I ricercatori non riescono ancora a spiegarsi la dinamica di tale “esecuzione” in quanto, apparentemente, il condannato non è morto immediatamente. Nonostante la quantità e gravità delle ferite, pare abbia avuto la forza e il tempo di incidere, probabilmente con le unghie, alcune scritte dal significato intraducibile (forse un nome) e una mezzaluna.

Questo genere di pratica violenta, già nota agli Atzechi, è normalmente attribuita alla leggendaria tribù Algawanee, ma non ci sentiamo di avallare questa tesi. Molto più probabilmente la pratica stessa del cannibalismo (se mai realmente esistita) è caduta in disuso nel tempo, e succesivamente dimenticata.

Nei secoli successivi la falce di luna è comparsa solo in alcune pratiche sciamaniche delle tribù dei nativi, e nel campo della divinazione era presagio di sventura o dell’avvento di una mitica divinità distruttrice. Per questo, i nati in questo particolare periodo lunare venivano sottoposti ad un lungo rituale di purificazione, non senza pericoli per la sopravvivenza dei neonati stessi, segno evidente della paura che tale simbolo, a distanza di secoli, ancora permeava le culture di questi popoli.

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Estratto da “simbologie arcaiche e moderne” del professor M. Rilkye, università di Seattle

 
wendigo/falci_di_luna.txt · Ultima modifica: 19/01/2006 01:23 da dashie