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Follia delle Nevi

[00:00] Freddo. Freddo. Freddo. Molto Freddo. E’ ormai da due giorni che andiamo verso Sud. Eppure è come se stessimo girando in tondo. Martine sta cedendo, ha perso molto sangue nell’incidente. E’ vivo solo per miracolo. Ma non durerà, se continua così. Bere, non è un problema. Il problema è mangiare. Ma non dobbiamo pensarci, dobbiamo avanzare.

[02:38] Martine respira a fatica, quasi non risponde. Le sue membra sono ghiacciate, ha già perso un orecchio e tre dita. Il suo sguardo è strano. Assente e penetrante al tempo stesso, sembra fissare un qualche punto nel vuoto. Quando la tocco, trema. Tobey dice che moriremo tutti. François mi sta alla larga, come se fossi appestato. D’accordo, ero io a guidare. Ma quel lastrone di ghiaccio avrebbe tradito chiunque, e anche quel mezzosangue sarebbe finito in quella scarpata. Siamo ancora vivi, dopotutto. E una tormenta di neve si sta avvicinando.

[05:11] Sta iniziando a nevicare. Fiocchi grossi come un palmo della mano. Un vento gelido. Sulla mia pelle, sulle mie mani la pelle si taglia. E il sangue congela in pochi minuti. Anche Tobey e François stanno male.

[07:15] Una caverna, in lontananza...forse...

[09:33] Bastardi! Perché? Mi sono ritrovato in mezzo alla neve, semisepolto. Con lei, ora morta. La caverna è sbarrata da un grosso masso e da tronchi. Vedo una luce. Fuoco? Forse. Ma perché? Perché mi hanno lasciato fuori? E’ stata una disgrazia, non se ne rendono conto? Hanno del cibo? Pensano di sopravvivere meglio senza di me? Perché....

[17:08] Non sento più niente. Sono solo, privo di forze. E quella luce beffarda dinanzi a me. Strano, ora la luce è azzurra. Sembra che si avvicini. Già, sembra proprio che si avvicini.

[25:54] Ora il mondo è tutto nero, tranne quella luce azzurra. Ho fame. Molta fame. Non voglio morire...

[32:13, voce profonda] TU NON MORIRAI

[35:06] Bene, sto cominciando a delirare. A sentire le voci. A vedere la luce sempre più vicina. Una luce che prende una forma umana. Ho fame. Molta fame. Troppa fame.

[45:11, di nuovo cambio di voce] TU NON MORIRAI

[48:21] Sicuramente sono già morto. Vedo un essere umano. Wendigo? Ricordo la Leggenda del Wendigo, che mi raccontavano. Ma può un morto ricordare? Strano. Mi parla. Innaturalmente alto, sfigurato. Mangiato dal gelo. Magro – molto, troppo magro. Si siede. E sfiora la mano di Martine. E Martine si gira e mi guarda. E lui mi sorride. Dovrei avere paura, ma non riesco.

[51:11] TU NON MORIRAI MANGIA E VIVI

[53:01, voce stridula] Fammi vivere, Jonathan. [voce normale] E’ la voce di Martine che suona nella mia mente. Ho fame. [di nuovo voce stridula] Fammi vivere, Jonathan, continuo a sentire la sua voce. La sua calda voce. Ho fame, ho fame! Male, dolore. Devo spogliarmi, è freddo, ho fame. Mi spoglio. Mi vedo. Il mio corpo è magro, tutto una piaga.

[55:00] TU NON MORIRAI MANGIA E VIVI DEVI MANGIARE

[1’01:30, voce stridula] Grazie, Jonathan. La sua carne è dura, ma ancora buona e calda. Il suo sangue è il mio sangue. Grazie. Di lei resta poco, ma lei vive in me. Ora sto meglio. Molto meglio...ma...[di nuovo voce profonda] HO FAME

[1’03:05] ORA TU SEI NOI

[1’04:05] Mi guardo, e... SI ORA IO SONO VOI...ma ho ancora FAME.

[1’09:37] ORA TU SEI NOI ORA TU PUOI

[1’12:55, voce profonda diversa] ORA IO SONO VOI ORA IO NON PIU’ LORO [inizia ad agitarsi]

[1’17:11 , prima voce profonda]] ORA TU SEI NOI ORA TU PUOI ORA TU DEVI

[1’21:04 si agita, occhi spiritati, bava] ORA IO SONO VOI LA LUCE LA CAVERNA LA PICCOLA CAVERNA ENTRO VEDO PICCOLI UOMINI Grazie, Jonathan. Ancora, fammi vivere, ancora! VOCE DENTRO DI ME HA FAME IO HO FAME TRIBU’ HA FAME

[1’23:40] SI TU SEI NOI TU PUOI TU FINALMENTE UNO DI NOI

[1’25:22] INVERNO LUNGO CIBO PER INVERNO CIBO BUONO CIBO RARO PRENDO PRENDO CIBO PRENDO BUONO PAURA BUONO UOMINI DEBOLI SANGUE ROSSO CALORE BUONO CALORE BUONO CALDO MALE MALE LUI CALDO TROPPO CALDO TROPPA LUCE LUI LUI LUI

[1’25:18, cerca di fuggire, sbatte contro le pareti] SUO CALORE DEBOLE TU UNO DI NOI

[1’27:00] SI IO UNO DI VOI SI IO UNO DI VOI IO LIBERO LUI LIBERO GUSCIO VUOTO

[1’27:25] IO LIBERO LUI LIBERO GUSCIO VUOTO

[1’28:51] IO LIBERO LUI LIBERO GUSCIO VUOTO

[1’29:29, rallenta il suo ritmo] GUSCIO VUOTO

[1’33:31, si accascia]

[....]

[2’04:10] Freddo. Freddo. Freddo. Molto Freddo...[riprende]


Questa è la sbobinatura di ciò che il paziente Jonathan Westmore va ripetendo in maniera autistica da quando è stato rinchiuso qui dentro. Sicuramente, il senso di colpa per quello che ha fatto – uccidere e divorare i suoi tre amici – lo ha spinto definitivamente nel mare oscuro della follia umana, condannandolo a rivivere e a rielaborare, sia pure in maniera altamente distorta, il suo orribile gesto. Si consiglia di tenere comunque sotto chiave e sotto pesante sedativo il paziente, dal momento che può essere altamente pericoloso. Classificate la sua sindrome come Follia delle Nevi.

(Note del dottor William Turnbull, primario della clinica psichiatrica Westlake, Calgary, 1982). Da notare che Jonathan Westmore evase da detta clinica sei anni dopo, senza lasciare alcuna traccia di scasso o di forzatura della porta, e senza che i guardiani notassero alcunché)

 
wendigo/follia_delle_nevi.txt · Ultima modifica: 16/12/2005 06:51 da lamboz