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Psicosi e Psi-factor

Egregi colleghi,
desidero innanzitutto complimentarmi per la completezza e accuratezza del dossier.

Quello che segue è un rapporto preliminare steso dal personale del mio ufficio sugli elementi paranormali emersi dalla lettura del materiale da Voi presentato. Pur riconoscendo che la vastità dell’argomento richiederà una lunga ed accurata analisi prima di portare a conclusioni definitive, indendiamo con questo rapporto sottolineare la preponderanza di fenomeni di natura psicologica e parapsicologica negli eventi riportati in correlazione al caso “Wendigo”.

Presenza di disturbi psichiatrici

In tutti i casi di omicidio collegati al Wendigo i presunti colpevoli presentano segni di disturbi psichiatrici evidenziati da atti di cannibalismo, allucinazioni (come nel caso di Lucy Edgecombe), farneticazioni (come nel caso di Jonathan Burnell) fino ai casi di delirio estremo noti come "follia delle nevi".

Molto interessante è il fatto che tali disturbi sembrano colpire in egual misura anche i testimoni e gli studiosi del fenomeno, molti dei quali sono morti suicidi (come Jack Connell) o dispersi in spedizioni solitarie nell’estremo nord (come Heresford Doyle).

Fattori scatenanti

Come in molti altri tipi di malattia mentale, è presumibile che vi sia una forte componente ereditaria nell’insorgenza di questa specifica psicosi; abbiamo in effetti diverse testimonianze sul fatto che i c.d. "prescelti" siano tutti imparentati in maniera più o meno diretta con Joseph Burnell, il primo dei “wendigo” moderni. Per ricollegare la sequenza di delitti moderni con il folklore indiano in materia sarebbe interessante effettuare un’indagine genealogica per stabilire se il Burnell fosse per caso di origini nativo-americane.

Per quanto riguarda invece la presenza di questa psicosi in epoca precolombiana, possiamo solo constatare l’esistenza di miti che sembrano essere stati elaborati per spiegare un fenomeno compatibile con gli accessi di violenza illustrati nel presente dossier. Facciamo notare inoltre come la presenza di tali miti in una società estremamente superstiziosa possa divenire a sua volta un fattore scatenante per sindromi a base culturale.

Per ultimo, non è da sottovalutare il ruolo dell’ambiente artico, delle estreme condizioni climatiche e delle privazioni cui sono stati sottoposti molti dei soggetti coinvolti. Episodi di violenza cannibalistica (privi però delle caratteristriche tipiche del Wendigo) si sono infatti verificati anche in Siberia e in Scandinavia.

Elementi inspiegati

Il caso più eclatante di violenza legata al Wendigo è sicuramente la "primavera di sangue" del 1967: in tale occasione i delitti compiuti in tutto il paese sembrarono seguire un’unica logica ma le autorità non riuscirono mai a trovare un collegamento tra gli assassini. È possibile ipotizzare che questi ultimi si siano “coordinati” tramite qualche tipo di telepatia, probabilmente a livello inconscio, o che abbiano addirittura dato origine ad una vera e propria mente collettiva del Wendigo. Questo elemento, tuttora da approfondire, potrebbe spiegare i molti accenni mitici alla pluralità del Wendigo.

Un elemento di straodinaria importanza è come alcuni testimoni siano stati colpiti da follia per il solo fatto di avere assistito ai delitti del Wendigo: il diario di Robert Chevalier è molto esplicito a questo riguardo, ma la stessa considerazione può essere fatta per i testimoni degli altri delitti. Questo aspetto “virale” della psicosi è forse il più preoccupante e merita certo ulteriori indagini.

Infine, restano da chiarire la fuga di Jonathan Westmore dalla clinica in cui era ricoverato e l’uccisione in carcere di Jonathan Burnell: entrambi i casi sembrerebbero evidenziare fenomeni di teletrasporto o proiezione astrale.


Agente Speciale F. Johnson, ufficio per le indagini sul paranormale, Washington D.C.

 
wendigo/psicosi_e_psi-factor.txt · Ultima modifica: 19/02/2006 10:17 da Anderson