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Richard Scott

[...] Maledetti giornalisti. Appena fiutano un pezzo succulento vi si attaccano come cani rognosi... e questa faccenda degli omicidi è decisamente un pezzo succulento.
Com’è possibile che persone diverse, da un capo all’altro del Paese, senza conoscersi e senza nulla che li accomuni possano agire allo stesso modo e nello stesso periodo, come se si fossero messi d’accordo?
Sette omicidi. Sette maledetti omicidi e tutti presentano le stesse fottutissime caratteristiche: lo stesso ambiente, lo stesso modus operandi e lo stesso, identico, stato delirante degli assassini al momento della cattura. Eppure, apparentemente, non c’è nulla che leghi queste persone tra di loro.
La stampa, che ovviamente in queste cose ci sguazza, ha già trovato un nome d’effetto per il caso: signore e signori, abbiamo ora a che fare con la “Primavera di sangue“.

[...] Jones sta lavorando sulla pista rituale, spero che porti a qualcosa di concreto. Abbiamo già seguito troppe false piste, finora, e l’opinione pubblica è irrequieta. Non possiamo permetterci un altro omicidio, ora come ora, nè altri errori.

[...] Sembra che la pista rituale fosse valida, dopotutto. E’ saltato fuori che O’Meara faceva parte di una setta, una delle tante che praticano rituali in nome di dèi dai nomi impronunciabili... Questi pare adorassero un certo Wendigo, una divinità indiana probabilmente. Manderò Jordan a fare ricerche in merito.
Titoli da prima pagina per i segugi della stampa, ovviamente, e le solite domande di rito da parte dei giornalisti.
Mi chiedo come si possa lavorare in questo modo.

[...] Otto.
Siamo arrivati a otto, e ho paura che non finirà qui. Ormai sono tutti bravi ad additare l’incapacità delle forze dell’ordine, ma come si fa a impedire un nuovo delitto quando il serial killer non è una sola persona, ma tante?
La pista della setta ha portato a qualcosa, ma non è stata risolutiva. Non tutti gli assassini ne facevano parte, dopotutto. Tuttavia, sembra che questo “Wendigo” rientri in qualche modo in quasi tutti i casi che stiamo analizzando. Lontane parentele, sedute spiritiche, vecchie maledizioni indiane... c’è di che far sbizzarrire i giornalisti per mesi, ma l’FBI non può certo dichiarare che i delitti sono stati compiuti da un fantasma! A noi serve un uomo, una mente dietro tutto questo. O quantomeno, un filo conduttore concreto che ci permetta di fermare questi massacri.
Fino ad allora cosa dobbiamo fare, arrestare tutti gli studenti universitari di tutto il Nord America?

[...] E’ incredibile. Ormai siamo al delirio.
L’ultima novità è che un gruppo di fanatici “ambientalisti” sta addossando la colpa degli omicidi al cibo servito nelle mense!
Per dio, quello che cucinano fa davvero schifo, ma da qui a trasformare gli studenti in maniaci omicidi!... O forse, visto che le vittime sono state sbranate, tutti i torti non li hanno...
Bah, c’è di buono che fino a quando i giornalisti continueranno a dedicarsi a queste stronzate non si daranno troppa pena a cercare di estorcere informazioni a noi. Già oggi mi è toccato subire l’ennesimo assalto dei cronisti entrando in ufficio, spero proprio di non doverli incontrare di nuovo all’uscita. Sento che un giorno o l’altro spaccherò la faccia a qualcuno di loro.

[...] Ho ricevuto una lettera da un professore universitario, tale William Cartwright. Dice di avere informazioni sulle cause di quest’ondata di violenza. Vorrei davvero che non fosse il solito mitomane. Ormai abbiamo un dossier pieno di possibili teorie sulla Primavera di Sangue, dagli alieni al complotto comunista... Vediamo cosa salterà fuori questa volta. L’incontro è per oggi pomeriggio.

(Diario privato dell’agente R. Scott, coordinatore delle indagini sulla serie di delitti nota come “Primavera di sangue”.
Purtroppo il diario è stato ritrovato in pessimo stato di conservazione e le ultime pagine sono del tutto illeggibili)

 
wendigo/richard_scott.txt · Ultima modifica: 02/02/2006 12:25 da Dara'nei