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Wendigo

Una volta, lui era uno solo. Tante, tante, tante lune fa.

Lui era uno, il più potente, il più saggio e, perché no, il più intelligente di tutte le tribù, di tutte le Nazioni.

Lui iniziò quella che chiamò “La Grande Caccia”: non più solamente l’essere messaggeri dei nostri déi, essere spiriti tra gli spiriti, ma andare oltre: cercare i nostri déi, apprendere i loro segreti, direttamente da loro. Anche a costo di rompere il Grande Cerchio delle nostre tribù.

Ma lui era solo. E su di lui si scatenò l’ira degli anziani. Terribile fu la battaglia, perché enorme era la sua potenza. Molti guerrieri caddero. Molte tribù rimasero senza guida. Ma, alla fine, egli fu scacciato. Per non più ritornare.

Eppure, il seme della discordia era stato gettato. I vili, i traditori, gli ignavi se ne andarono, e lo cercarono. E formarono la Tribù Perduta, della quale abbiamo ancora oggi vergogna.

E accadde poi che lui raggiunse il suo scopo: riuscì a entrare nel mondo degli Déi, a parlare con loro. Ma il Grande Spirito, resosi conto dell’arroganza di questo piccolo uomo, decise di punirlo, e allo stesso tempo di dare una lezione a tutte le Nazioni. Con il Dono, gli diede anche la Fame, e i Confini: il freddo senza fine avrebbe marcato il suo territorio, e gli spiriti dei suoi seguaci sarebbero diventati la sua tribù.

E quando tornò nel nostro mondo, grande fu lo stupore nel vedere quello che era un uomo valoroso trasformato in un orribile mostro; altrettanto grande fu la tragedia quando la sua tribù divenne cibo per un terribile spirito. E la loro disperazione – ché mai, gli spiriti da lui divorati avrebbero avuto riposo – fu grande e senza fine. E la loro fame si aggiunse alla sua, e un nuovo terribile pericolo si aggiunse ai nostri inverni: quello del Wendigo, spirito distorto e maledetto del più grande delle Nazioni, la cui tribù ulula per la fame, aggiungendo le sue grida al terribile fischio del Vento dell’Inverno, sempre desiderosa di aggiungere membri alla sua tribù, condannata a una vita maledetta senza calore e senza fine.

Wendigo vive tutt’ora: non ha cessato di attrarre i deboli e i vili, e oggi, anche se i wasichu si ridono di lui, loro non sanno quale desiderio e quale fame così tante anime deboli causano in lui.

Voi siete come il più grande delle Nazioni: curiosi, ostinati, arroganti. Quello che posso dirvi è: state attenti, perché lui ha percorso il vostro sentiero molto, molto, molto prima di voi.


Note trovate nello zaino dell’agente K-J43, trovato cadavere non troppo lontano dal Sito Krisk

 
wendigo/wendigo.txt · Ultima modifica: 09/02/2006 06:03 da lamboz