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Gaia, Classe di Pianeti

Con la denominazione “Classe Gaia”, introdotta per la prima volta nel Codice di condotta spaziale dalla commissione presieduta dall’Amm.Gen. Mc Hintosh nel 2040, si identificano tutti quei pianeti di tipo “M” che non manifestano segni di xeno-contaminazione.

Seguendo l’esempio della riforma operata nella classificazione scientifica delle specie aliene, infatti, gli studiosi ritennero opportuna la creazione di una nuova classificazione anche nel campo dell’osservazione e dell’esplorazione spaziale. Classificazione che avrebbe dovuto tenere conto, oltre che delle caratterisiche fisiche del corpo celeste in esame, anche del livello di pericolosità per l’organismo umano (secondo la scala Archer-Cpoll), del possibile sfruttamento di risorse (scala LaForge) e dell’eventuale valore strategico-militare (scala Kirk).

L'esame dei corpi celesti: parametri di valutazione

Il Codice stesso, nell’introduzione al IV volume indica chiaramente gli elementi fondamentali in base a cui ogni scala opera la distinzione in una classe (o tipo) piuttosto che in un’altra.

Scala Archer-Cpoll

La scala Archer-Cpoll indica chiaramente i tre possibili tipi di danno che possono derivare all’essere umano dall’esposizione (prolungata o occasionale che sia) con elementi ambientali xeno: la contaminazione biologica; la contaminazione culturale e il conflitto armato. Ciascuno di questi elementi viene osservato, registrato e valutato. Se il pianeta risulta privo di questa tre primarie minaccie all’incolumità umana viene registrato in classe Verde. Se presenta una o due categorie di minaccia, purchè in aree ben delimitate e ristrette, o in misura non preoccupante, allora viene indicato come Giallo. Nel caso presenti anche solo una categoria di rischio ad ampia diffusione o in misura rilevante viene indicato come Rosso.

Scala LaForge

Con la scala LaForge si intende valutare l’opportunità di avviare lo sfruttamento, a qualsiasi livello, delle risorse naturali del corpo celeste. La scala LaForge prevede quattro categorie di corpi celesti, numerate da 1 a 4, ordinate in base alla ricchezza naturale ed alla sfruttabilità delle risorse stesse. Infatti, nel decidere a quale categoria appartenga un pianeta, occorre tenere conto non solo della presenza di giacimenti, fonti energetiche o qualsivoglia altra ricchezza naturale, ma anche dell’economicità di un’eventuale opera di colonizzazione. Infatti, anche un pianeta molto ricco, ma in cui sia difficile stabilire campi base, colonie per ospitare i minatori, i contadini, o altra mano d’opera, cala parecchio d’importanza rispetto ad altri, magari meno ricchi, ma in cui costi di meno impiantare gli stabilimenti necessari.

Un’ultima precisazione è che un pianeta, non importa di che categoria, può essere A o B. Un pianeta A è un pianeta che, almeno alla lunga, può diventare autosufficiente (possedendo un’atmosfera e una disposizione geomorfica adatta all’impianto di coltivazioni e allevamento vicino alle zone di estrazione e sfruttamento) e dunque di primario interesse. Un pianeta B, al contrario, non possiede queste caratteristiche e, pur restando potenzialmente adatto allo sfruttamento, non diverrà mai una colonia a tutti gli effetti.

Scala Kirk

La scala Kirk, contrariamente alle altre due, prevede per sua natura delle variazioni, anche rilevanti, nella classificazione di uno stesso corpo celeste dipendenti da una serie di fattori (politici soprattutto) che rendono difficile se non impossibile avere un dato sempre aggiornato ed attendibile per ogni pianeta incontrato. Essenzialmente include 5 “fasce di rischio” in cui catalogare i pianeti, che vanno da Minimo a Basso, Medio, Alto ed infine Massimo. La classificazione tiene conto soprattutto della possibilità di usare il pianeta come base militare (quindi della sua vicinanza o meno con installazioni o pianeti sotto il controllo nemico, o la sua validità come stazione di rifornimento per le truppe federali) o come postazione difensiva di confine.

Nota bene: Di solito con queste scale vengono misurati i pianeti, ma similari criteri possono, in teoria, essere applicati anche a qualunque altro corpo celeste.

Registrazione: competenza e giurisdizione

La classificazione e la registrazione dei corpi celesti sconosciuti deve essere compiuta, a norma del Codice di condotta spaziale, dal capitano del vascello che per primo vi entra in contatto o, in caso di impossibilità o delega espressa per ragioni gravi e imprescindibili, in sua vece dal nostromo o primo ufficiale in carica. L’organo di controllo preposto al mantenimento dei registri e delle carte di navigazione galattiche è il Registro di Commercio Spaziale.

Successivamente alla prima registrazione qualunque capitano di vascello può inoltrare rapporti modificativi della classificazione del corpo celeste, allegando diari di bordo, registri di navigazione e qualsivoglia altra prova e documentazione giustificante la rischiesta di modifica agli archivi del Registro.

Conclusioni

Nel dettaglio dunque, i pianeti di classe Gaia sono pianeti abitabili (tipo M della vecchia catalogazione, appunto), con poco o nessuno sforzo di terraformazione necessario, di categoria Verde secondo la scala Archer-Cpoll, di fascia 1 o 2 (purchè A) secondo quella LaForge e di preferenza un basso grado di rischio nella scala Kirk (elemento certamente vaiabile in base all’andamento degli eventi, chiaramente).

Sono proprio questi, dunque, i pianeti che il Piano Federale per la Colonizzazione indica espressamente come soggetti preferenziali nell’installazione delle colonie abitative e scientifiche: nuovi paradisi naturali completamente adatti alla vita umana, lontani dai grandi teatri di guerra, dunque facilmente raggiungibili dalle gigantesche astronavi da trasporto civili e mercantili.

Proprio per questi motivi e vista la fondamentale importanza del continuare l’eplorazione spaziale alla ricerca di nuovi ambienti adatti all’insediamento umano, la Federazione prevede pene piuttosto gravi per coloro che omettono la registrazione di un pianeta di classe Gaia, o ne mettono a rischio le condizioni presenti ideali, rischiando il trasgressore svariati anni nei carceri planetari o, alla meglio, la perdita della licenza di navigazione e una pesantissima sanzione amministrativa.

(voce compilata da Marino)

 
xenomorfi/gaia_classe_di_pianeti.txt · Ultima modifica: 13/04/2005 09:52 da 193.43.199.78