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Viaggi Interstellari

Introduzione al corso di matematiche non lineari applicate

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Come tutti ben sanno la velocità della luce è prossima ai 300000 Km/s e non è possibile superare tale velocità come enunciato dalle vecchie teorie come la relatività di Einstein e confermato dall’attuale sviluppo tecnologico. Di conseguenza anche il più breve dei viaggi durerebbe alcuni secoli, se non millenni. Una soluzione, però, esiste: piegare lo spazio come fosse un foglio di carta, aprire una breccia tra le due estremità per “scomparire” da una parte e “ricomparire” quasi istantaneamente dall’altra parte.

Questa tecnica di viaggio è detta salto. [...]

Solo con l’avvento del Carbonio 50 si è resa disponibile la quantità di potenza necessaria per lacerare il tessuto dello spazio-tempo per compiere il balzo.[...].

Il salto è un imbroglio nei confronti della natura. La transizione dallo spazio reale alla breccia causa uno shock a livello atomico della materia [...]. Salti molto lunghi però sono molto rischiosi e si preferisce un approccio a piccoli balzi. Questo perchè l’intensità dello shock è proporzionale alla distanza percorsa e questo può causare malfunzionamenti alle apparecchiature. La spropositata quantità di energia impiegata rende possibili salti piuttosto lunghi, sebbene questo aumenti la probabilità di rischio: il salto è lungo tanto quanto è maggiore l’energia usata e di conseguenza anche lo shock che ne consegue. Sugli esseri viventi l’effetto si riduce a pazzia o a morte con una probabilità pericolosamente alta. Per ovviare a questi inconvenienti si è studiata una tecnologia capace di preservare mezzi e personale: la procedura di stasi.[...] In accordo con il segreto militare (secondo la direttiva del “Codice di condotta spaziale”), la procedura di stasi consiste in una serie di operazioni per mettere in sicurezza le apparecchiature elettroniche e il personale: disabilitando tutte quelle esterne al sistema di balzo e al supporto vitale delle capsule di ibernazione. Queste sofisticate capsule di ibernazione artificiale proteggono l’ospite dallo shock e consentono di non percepire il passare del tempo del viaggio. Il viaggio a balzo ha dei limiti: [...] non è possibile compiere un balzo internamente ad un sistema solare poichè la presenza di grandi masse dei pianeti e della stella comprometterebbe pesantemente la traiettoria decisa e l’integrità della nave; la presenza delle fini polveri spaziali in prossimità della breccia può avere un effetto abrasivo sullo scavo tale da rendere mortale tale erosione nel giro di alcuni secondi; [...]. Questo sistema riduce i viaggi lunghi un secolo ad alcune settimane introducendo però un nuovo fattore di rischio: la totale vulnerabilità della nave durante la procedura di rirpistino in prossimità dei sistemi planetari. In altre parole quella che dagli albori della storia viene definita pirateria. Da queste problematiche è nata una nuova forma di pericolo Xeno e non detta Minaccia pirata. Per eradicare questa minaccia sono stati istituiti gli avamposti coloniali come l’"Abraham Lincoln" e la Brigata Commandos "Firebird". La necessità di viaggiare per l’universo è sempre più pressante e sentita non solo per motivi commerciali, ma per motivi di difesa e conquista.

In particolare bisogna continuare con il progetto Kriss di cui verrà discusso più avanti in un corso speciale. Questo Progetto prende il nome dall’antica arma rituale indiana, dalla quale ha ereditato non solo il nome, ma la letale pericolosità, ma verrà discusso di questi argomenti più avanti in un corso apposta.

Introduzione del Prof. Harashi. Trascrizione controllata dal Tenente Mc Pain.

 
xenomorfi/interstellare_viaggio.txt · Ultima modifica: 14/04/2005 18:11 da 151.37.238.24