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La battaglia di Minotaur-4

Combattuta nel 97 A.d.F. dalle forze speciali della Federazione, la battaglia di Minotaur-4 rappresenta tanto un punto di svolta nella concezione e nella gestione della guerra da parte dell’ammiragliato, quanto, contemporaneamente, una delle pagine più torbide ed imbarazzanti del lungo e complesso libro della storia della Federazione.

L’operazione progettata del comando terrestre, infatti, oltre ad essere la prima del genere nella storia della guerra, indica evidentemente l’evoluzione di giudizio che i tattici terrestri andavano maturando sulla capacità operativa delle forze aliene.
Fino ad allora, infatti, i terrestri avevano dato per scontato che l’esito della guerra sarebbe stato deciso esclusivamente nello spazio, e che non vi era nessun vantaggio nella ricerca e nella distruzione degli avamposti xenomorfi sui pianeti, persino di quelli situati nello spazio federale, ritenuti di scarso valore strategico. Convinzione che stava portando però le forze terrestri a muoversi e a disporsi secondo un principio difensivo di reazione alle aggressioni, anzichè a cercare di ottenere essi stessi l’iniziativa nel conflitto, come succederà invece più tardi. I vantaggi evidenti ottenuti con il successo, anche se fortunoso, dell’operazione, convinsero definitivamente il comando terrestre della necessità di un nuovo approccio tattico nella guerra.

Tuttavia, in conseguenza delle terribili circostanze che misero a rischio l’esito della missione, per la prima volta cominciarono a girare apertamente voci di corruzione all’interno della catena di comando sulla Terra. Voci messe a tacere rapidamente, certo, ma che, col tempo, porteranno alle inspiegabili “dimisioni” di un numero incredibilmente alto di funzionari e dipendenti dell’alto comando federale.

Il piano d'attacco previsto originariamente

Schema tecnico di un modulo da sbarco della Galeon Il piano d’attacco sviluppato dal Quartier Generale Terrestre era piuttosto semplice, in effetti forse addirittura un po’ troppo semplice per essere veramente efficace, ma contava principalmente sul vantaggio dato dal fattore sorpresa e sulla preparazione meticolosa dei commandos della Sea Monkey.

Il piano prevedeva che, dopo un bombardamento orbitale preventivo di breve durata, volto solamente a disturbare le comunicazioni ed i dispositivi sensore presenti sul pianeta, la nave da trasporto leggero Galeon, scortata da un buon numero di caccia intercettori e da corvette pesanti di modello Fury, lanciasse tramite moduli da sbarco i commandos sufficientemente vicino all’obbietivo, in un’area che dai rilevamenti era risultata “idonea”, cioè riparata e sgombra da pericoli.

Bersaglio privilegiato della Sea Monkey era un’installazione per lo sfruttamento energetico che, stando ai rapporti dell’Intelligence, riforniva gran parte della flotta aliena nel settore.

- Certo -, si diceva nei corridoi del QG sulla Terra, lontano anni-luce dal vero teatro delle operazioni, - l’ultima cosa che gli xenomorfi si possono attendere ora è proprio un attacco via terra! E con truppe preparate appositamente, poi! -
Eppure, forse per via della rete di corruzione che veramente appestava il comando terrestre, o forse per una tragica lungimiranza degli alieni, un attacco via terra era proprio ciò che gli xenomorfi si erano preparati a fronteggiare.

Cosa successe realmente

Gli alieni reagirono con imprevista freddezza e rapidità all’attacco “a sorpresa”. Alcune batterie orbitali occultate ai sensori fecero fuoco contro la Galeon, distruggendola mentre ancora stava avviando la procedura d’imbarco.

Tutto il quartier generale della brigata, che stava sovrintendendo le operazioni di carico dal ponte di comando, venne vaporizzato nelle violentissime esplosioni che tormentavano il vascello morente. Fu solo per il mirabile sacrificio di un’ignoto sottufficiale che almeno la metà degli uomini si salvarono. Egli, infatti, avviò la procedura di emergenza di espulsione dei moduli, salvando così tutti i commandos che già si erano imbarcati.

I moduli, alcuni dei quali vennero comunque distrutti nell’atterraggio, atterrarono sì vicino all’obbiettivo, ma non nell’area prevista, bensì in piena zona di combattimento.

La situazione era dunque disperata e sembrava ormai che, per quanto valorosi e ben addestrati, non ci fosse più nessuna possibilità per gli uomini della Sea Monkey.

Fu allora che avvenne l’inaspettato. Un piccolo gruppo di navi da sbarco della compagnia Easy, non visto dai sensori, avevano infatti seguito lo sviluppo dell’attacco, reagendo con forza in aiuto dei federali. Comandata dal Maggiore Gecko, la compagnia Firebirds si precipitò sul campo di battaglia, atterrando direttamente fra le postazioni nemiche. Cooperando con gli uomini della Federazione sopravvissuti, il Maggiore diresse le azioni direttamente sul campo, arrivando non solo a salvare le vite dei commandos in difficoltà, ma anche a raggiungere il bersaglio originario della missione, sbaragliando le notevoli difese degli alieni grazie all’esperienza e alla determinazione dei suoi soldati.

Quindi, ritirandosi sotto il fuoco nemico dopo aver minato l’installazione aliena, venne recuperato dalle forze terrestri ancora in attesa intorno all’orbita del pianeta, e, come tutti sanno, tratto in arresto per “diserzione” (aprendo così la strada alla nascita della Compagnia Firebirds della federazione)...

Che conclusioni trarre

Tanto per cominciare ci si chiede come mai gli alieni fossero così pronti a fronteggiare un’assalto come quello che i terrestri stavano preparando, considerato che questa strategia veniva usata per la prima volta dalle forze della federazione. Infatti, anche ammetendo che gli xenomorfi siano stati più previdenti del previsto, è per lo meno curioso che nella confusione del violento contrattacco da loro sferrato abbiano concentrato tutto il fuoco delle postazioni nascoste proprio contro la Galeon.

E volendo parlare di curiose coincidenze, è da notare che il sistema di occultamento usato dagli alieni per nascondere le loro postazioni orbitali sia incredibilmente simile a quello studiato dai nostri scienziati per il sistema di difesa orbitale Ginguiser.

Da ultimo vale la pena soffermarsi sul fatto che persino su Niflheim fossero a conoscenza dei nostri piani d’attacco, tant’è vero che la compagnia Easy mandò su quello sventurato pianeta proprio l’unità operativa maggiormente preparata per una missione d’incursione e sabotaggio.

Tutto quello che possiamo dire, oramai, riguardo eventi così drammatici come quelli vissuti in quegli anni, è che servirono allo scopo. Se oggi la Federazione è quello stato affidabile, attento ed efficiente che tutti amiamo, è anche perchè uomini coraggiosi, nei lontani giorni della guerra, hanno saputo imparare dai loro errori, epurando la macchina amministrativa e militare dalle mele marce che l’infestavano, per consegnarla migliiore alle generazioni successive.

Per questo, per seguire il loro esempio luminoso ed illuminante, non dimenticare, amato cittadino, di denunciare presso l’autorità competente OGNI violazione al Codice ed alla legge planetaria del luogo dove ti trovi.
Aiutaci a rendere migliore la galassia!
Aiutaci a rendere migliore la Federazione!

(Voce compilata da Marino!)

 
xenomorfi/minotaur-4_battaglia.txt · Ultima modifica: 20/04/2005 09:59 da 193.43.199.78