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La Nebulosa Targaryen e la "Battaglia dei Cieli Viola"

Volendo consultare un qualunque testo scientifico alla voce “Nebulosa Targaryen” potremmo venire a sapere, innanzitutto, che la nebulosa stessa è moderatamente priva di interesse per lo studioso, essendo stata esaminata in ogni sua parte dai ricercatori della Conferenza Planetaria, ed essendo stata classificata come nebulosa standard, spoglia di qualsiasi caratteristica inusuale o degna di menzione.

Se invece il testo consultato fosse stata una mappa stellare di navigazione, potremmo ottenere in breve tempo l’informazione che la nebulosa stessa si trova ai margini del settore Micron, a pochi giorni di viaggio nell’iperspazio dal sistema Zentradi. Nessuna rotta commerciale l’attraversa. Nessun avamposto civile nei pressi. Nessuna stazione di ricerca. Nessuna installazione militare. Nessuna rilevanza neanche in questo campo, dunque.

Il Maresciallo dell'aria Arthur Boswell Solo cercando nelle testi di storia potremmo trovare qualcosa di più. Una breve didascalia, magari la piccola foto di un famoso capitano di vascello, con l’indicazione di una battaglia. E una data.
18 maggio 169 A.d.F.
E la dicitura, nelle tavole di cronologia: la “Battaglia dei Cieli Viola”.

Per anni la Federazione vi ha insegnato ad ammirare l’uomo nella foto. Per anni vi ha insegnato quanto il sacrificio che quella battaglia impose sia stato fondamentale per noi tutti.

Adesso è venuto per voi il momento di conoscere quegli eventi nel dettaglio, di scoprire cosa successe realmente quel giorno, quel giorno terribile, oltre le parole della propaganda, oltre il chiasso dei politici.

La Situazione preesistente

La Nebulosa Targaryen Le prospettive nel settore Micron erano davvero grigie. Servizi di intelligence particolarmente attendibili davano per imminente un’invasione su larga scala volta a spaccare, in un punto particolarmente vulnerabile, il fronte d’intervento terrestre.

La flotta principale, sparpagliata su un’area troppo vasta, stentava a mantenere il controllo dei sistemi liberati dalla presenza aliena, così che, situazione paradossale, ogni nuova vittoria riportata si traduceva in un numero infinito di problemi logistici e di mantenimento dell’ordine.

Per contrastare questa situazione di vulnerabilità, una piccola parte della flotta madre in orbita attorno alla terra venne distaccata al sistema Zentradi, bersaglio più probabile dell’offensiva aliena, e messa sotto il comando di una stella emergente all’interno dei ranghi degli ufficiali, il neopromosso Ammiraglio Boswell.

Le iniziative di Boswell

L’ammiraglio non perse tempo. Ordinò una fitta rete di rilevazioni nei sistemi limitrofi, volta a stabilire non solo la direzione più probabile dell’attacco nemico, ma anche, se possibile, il punto di raccolta della flotta avversaria.

Prima ancora di aver formulato il piano per cui passerà alla storia, infatti, l’ammiraglio si era reso conto che non vi era nessuna possibilità di mantenere il controllo sul sistema Zentradi limitandosi a difenderlo con le poche unità che aveva a disposizione (unità poco adatte alla battaglia, tra l’altro, essendo in maggioranza ricognitori armati con alcune fregate leggere di supporto).

Inoltre decise di dividere la sua piccola flotta in due parti. La prima ala, denominata “Tisifone”, avrebbe guidato l’attacco con il compito di sostenere la maggior parte dei danni, mirando più che altro a portare scompiglio e a impedire ai nemici di assumere una formazione di battaglia efficace. Lo stesso Boswell avrebbe condotto questa formazione dal suo incrociatore “Isoroku Yamamoto”.
La seconda ala, più piccola, venne chiamata “Persefone”. Essa era composta dalle più veloci e agili navi dello schieramento terrestre, e avrebbe avuto il compito di colpire con alcune testate termitiche appositamente imbarcate la nave ammiraglia xenomorfa. Il comando di questo schieramente venne affidato al Tenente di Vascello Homer J. Simpson, comandante della fregata leggera “Alessandro Pertini”.

La prima parte della battaglia

Rivelata la posizione della flotta avversaria, Boswell decise di giocare le sue carte prendendo in controtempo i comandanti xenomorfi. Ordinò all’avanguardia da lui comandata di intercettare le navi nemiche appena fuori dalla nebulosa, così da usarne le emanazioni come schermo per non essere individuati troppo presto.

Lo stratagemma funzionò egregiamente, disturbando addirittura i sistemi di puntamento delle navi aliene, mentre quelle terrestri, da fuori la nebulosa, avevano tutto il tempo di prendere la mira con cura per infliggere il massimo dei danni possibili.

Mano a mano che gli alieni mettevano fuori il naso, o qualunque altra appendice usino per respirare quelle mostruosità xeno, venivano accolti dalle salve provenienti da navi terrestri che, stando ai loro sensori, non ci sarebbero dovute essere.

L’effetto fu sorprendente. Il loro quartier generale, mancando completamente di informazioni dirette sulla provenienza degli attacchi e sulla reale ingenza delle forze nemiche, distribuiva ordini più che altro tirando a caso, aumentando la confusione e riducendo, di fatto, le possibilità di organizzare un contrattacco degno di questo nome.

L'ultima parte della battaglia

Tuttavia Boswell sapeva perfettamente che il suo schieramente non era in grado di distruggere le principali navi nemiche, e che quindi il suo piano poteva fallire in ogni momento, per cui, indipendentemente dall’esito delle prime scaramucce, ritenne fondamentale mantenere in movimento la sua formazione, arrivando persino a dividerla più volte per ingenerare nel nemico l’illusione che i terrestri fossero in evidente superiorità numerica.
In effetti sembra che la sua prima intenzione fosse quella di attirare la nave ammiraglia aliena fuori dalla nebulosa senza una grossa scorta, in modo da renderla vulnerabile all’attacco di Simpson.

Ma il piano di Boswell si basava troppo sulla effettiva capacità di Persefone di distruggere il proprio bersaglio. Il Tenente Simpson, sbagliando tragicamente la valutazione delle opzioni, decise di tentare di andare a prendere il suo nemico direttamente dentro la nebulosa, anzichè aspettare come gli era stato ordinato.

La disfatta del suo schieramento fu un duro colpo da subire, per i terrestri.

Vedendo andare in fumo il proprio piano, Boswell adottò, allora, una risoluzione tanto estrema quanto necessaria. Fece manovrare il proprio incrociatore, l’unica nave ai suoi ordini sufficientemente armata e corazzata, per ingaggiare l’ammiraglia nemica in uno scontro diretto.

Contemporaneamente, ordinò alla propria flotta di adottare uno speciale schieramento, da lui chiamato “branco di lupi”, con cui intendeva far attaccare ogni nave nemica che avesse avuto il coraggio di staccarsi dalla formazione principale da un certo numero di vascelli alleati, proprio come facevano un tempo i lupi sulla terra.

Tutti noi sappiamo quanto bene funzionò la sua strategia. E tutti noi sappiamo anche quanto gli costò la vittoria.

Fu solo grazie a questa vittoria, infatti, che la flotta xenomorfa venne tanto indebolita da non riuscire a frenare, più avanti, la nostra marcia trionfale verso Tartarus.

Il ricordo di un eroe della Federazione

Ancora oggi, al largo della nebulosa, orbita un gigantesco cimitero di navi stellari. E’ un luogo desolato e spoglio, pieno di dolore, che difficilmente svanisce dalla memoria di chi lo osserva, e citato sottovoce persino nei più spaventosi racconti degli Space Truckers.

E’ un luogo in cui la Federazione piange i suoi eroi, i suoi martiri.

Piange per quegli uomini che, non solo hanno ampimente dimostrato le capacità e le potenzialità dell’essere umano come specie, ma che hanno anche saputo illuminare le generazioni successive con l’esempio del sacrificio e della devozione ad una causa superiore, al bene comune!

Per questo, giovani cadetti, oggi noi ricordiamo quegli eroi, e indichiamo come fulgidi esempi morali le loro azioni, le loro gesta.

Ricorda cadetto!
Se persino un tale gigante umano ha saputo disprezzare la propria vita, pur di porla al servizio del genere umano e della Federazione, sappi che anche tu devi essere pronto a fare lo stesso!

(Voce compilata da Marino)

 
xenomorfi/nebulosa_targaryen.txt · Ultima modifica: 28/04/2005 06:00 da 193.43.199.78