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flwgugg1.jpgOrgano fondamentale della Federazione, il parlamento è la massima espressione del concetto di democrazia applicata su scala transplanetaria. La sua nascita è ufficialmente datata 2 gennaio 5 a.d.f., la sua effettiva entrata in funzione successiva, tuttavia le radici stesse del concetto di governo sovranazionale affondano nel passato più remoto. Già prima dell’inizio della guerra, in varie zone del pianeta si era tentata la formazione di organismi che potessero supplire alle debolezze congenite dei singoli stati e provvedere al mutuo soccorso in caso di necessità. Era stato questo il caso della “Nuova alba orientale” (che riuniva, in una federazione a matrice economico - religiosa, tutti gli stati dell’ex uUnione Sovietica, Cina e paesi dell’area Indiana), del “Blocco Australiano” o della “Federazione Euro-africana”. Tutti questi esperimenti, tuttavia, possono dirsi accomunati dallo stesso destino: il fallimento nell’accettare di rinunciare alle prerogative sovrane tipiche di ogni singola nazione (soprattutto in termini di riconoscimento di leggi nate in seno alle feerazioni e ritenute non vincolanti nella maggior parte dei casi) indusse una trasformazione forzata in questi organismi da esecutivi a puramente consultivi. Gli scarsi risultati conseguiti portarono, per quasi un ventennio, alla decadenza di ogni tentativo ulteriore. Il concetto di un “parlamento mondiale” continuava ad essere soltanto argomento per esperti di geopolitica o per visionari ed utopici sognatori.

United we will win

ww50.jpg“Ci voleva una guerra per unirci tutti, ma uniti siamo forti ed uniti vinceremo!” Con queste parole l’Ammiraglio Xavier Mueller, nel suo famoso “Discorso del 12 ottobre” sancisce l’effettiva entrata in azione della più grande sfida politica dell’umanità: l’unione di tutto il genere umano sotto un’unica bandiera. E’ l’inizio della guerra contro gli Xenomorfi a dare l’impulso finale ad una situazione ormai compromessa: le tradizionali strutture nazionali collassarono sotto il peso di un conflitto su scala planetaria che non poteva in alcun modo essere contenuto. La distruzione della grandi capitali lasciò numerose nazioni allo sbando, senza alcuna guida e alla mercè di invasori che non conoscevano il concetto di pietà. Fu proprio in quel momento di confusione e di mancanza di punti di riferimento che qualcuno cominciò, sottilmente, a suggerire nuovamente l’idea di rinunciare ad una lotta da singoli uomini per intraprenderne una su scala maggiore. La comparsa di un nemico comune così “alieno” e differente parve cancellare in un momento migliaia di anni di razzismo, sessismo, segregazione, ingiustizie e sfruttamenti: gli uomini sarebbero stati costretti a decidere una volta per tutte chi era loro “fratello” e chi loro nemico. Forse la sociologia avrebbe potuto prevedere un tale risultato? Improbabile: all’indomani dello scoppio della guerra, gente di ogni etnia, sesso ed età imbracciava le armi e correva alle locali caserme e centri di polizia pronti a combattere.

“Non eravamo più Russi o Americani, Cinesi o Giapponesi, Slavi o Africani. Eravamo esseri umani, soltanto quello importava: soltanto la certezza che al tuo fianco avrebbe combattuto un negro bastardo od un cinese fottuto ma con due braccia, due gambe, due occhi e tutte le cose al suo posto, per Dio! Che senso avrebbe avuto combattere per salvare la mia terra dal comunismo se poi avrei dovuto inchinarmi a baciare il c**o ad una schifosa zanzara di 2 metri? Meglio i fottuti comunisti, no?” (Anonimo)

Ad onore di rigore storico va, tuttavia, preso atto del fatto che la nascita del parlamento, così come quella della federazione, fu comunque un processo lungo e travagliato, soprattutto dopo la prima ondata emotiva scatenata dalla guerra: ci vollero 25 anni, infatti, affinchè questi organismi vedessero la luce così come noi li conosciamo ora, e numerose difficoltà sono elencate nei testi di storia politica della federazione. Il Crepuscolo non fu certo uno scherzo e la lista dei caduti a causa dell’ancora inefficiente sistema federale è probabilmente tanto lunga quanto quella del precedente sistema “a nazioni”.

Attualmente il Parlamento ha sede sulla terra, in un luogo non meglio identificato se non con il nome di “Altrove”. Tanta segretezza deriva inevitabilmente dal fatto che, se un attacco venisse sferrato contro di esso, l’intera umanità si troverebbe di nuovo (e probabilmente definitivamente) senza guida. I Parlamentari vengono condotti alla sede (vedi foto superiore) in condizioni di massima sicurezza, sfruttando numerose vie sotterranee ed il palazzo stesso (opera dell’architetto F. Cardinal, molto in voga prima dell’inizio della guerra) è un trionfo di tecnologia e di sicurezza.

Il parlamento è composto da due camere: il senato terrestre che e` espressione del popolo della Terra e la Camera dei Pianeti, che raccoglie i rappresentanti dei pianeti coloniali.

Il senato terrestre

senato.jpg La tradizione democratica era molto diffusa sulla terra prima dello scoppio della guerra: soltanto piccole sacce monarchico-dittatoriali continuavano ad esistere in un mondo dove la pressione per un governo “dal basso” si faceva quotidianamente più insistente. Il senato terrestre è forse la massima espressione di questo concetto: formalmente, chiunque può candidarsi ad essere eletto per la rappresentanza planetaria a patto che possa garantire, all’atto della presentazione della candidatura, un sostegno effettivo di almeno 500.000 elettori (da dimostrare mediante una raccolta di firme non anonime e verificate presso i pubblici registri anagrafici). Le difficoltà vere sorgono comunque in termini di campagna elettorale, i cui costi sono invece proibitivi per la maggior parte della popolazione mondiale; è probabilmente per questa ragione che, nella storia del parlamento, pochi sono i casi assimilabili a quello di Martin deBello.

Attualmente il senato terrestre conta 451 membri, senza distinzioni di sesso, età (anche se per essere eletti al senato è necessario avere compiuto il 35esimo anno di età), etnia e religione. I membri hanno potere legislativo ed economico su tutto il pianeta ed il loro consenso con maggioranza qualificata è la condizione necessaria per ogni risoluzione venga presentata.

Tutti i cittadini terrestri possono presentare, attraverso procedure standard, interpellanze al senato, che può operare quando almeno il 75% dei suoi componenti è presente. I senatori percepiscono uno stipendio mensile e sono tenuti, all’inizio del loro mandato che dura 5 anni, ad interrompere qualunque altra attività lavorativa: essere senatori è un lavoro a tempo pieno. L’assenteismo è severamente punito tanto sul piano economico quanto su quello legislativo e qualunque assenza viene registrata e detratta dalla retribuzione.

Al senato, ancora, è affidata la gesstione ed il controllo della sicurezza interplanetaria. Atto fondamentale, in tal senso è stata la creazione del pianeta-prigione di Utopia-Sofferenzia dove convogliare, sotto stretto e costante controllo armato, i peggiori elementi della federazione.

Infine, non va dimenticato che il senato possiede diritto di veto su qualunque risoluzione venga votata dalla camera dei pianeti, al fine di garantire una forma di sicurezza per la salvaguardia del pianeta terra.

La camera dei pianeti

parlamento.jpeg Organismo relativamente più piccolo (soltanto 191 membri attualmente), la Camera dei pianeti raccoglie in se i rappresentanti di tutto il regno coloniale dell’umanità. I membri includono anche una rappresentanza (40 individui) individuata in seno al senato dopo le elezioni quinquennali che rappresentano l’elemento di certa continuità all’interno della camera. Le elezioni coloniali, infatti si svolgono ogni 4 anni (per volontà comunemente espressa dalle colonie, in relazione ai differenti cicli stagionali dei singoli pianeti) e conducono alla selezione di un solo rappresentante per corpo celeste.

I poteri sono gli stessi del senato ma sono limitati alle colonie e non possono in alcun modo interferire direttamente con la legislazione vigente sulla terra.

La Camera si riunisce 3 volte alla settimana per 3 settimane al mese a cui segue una settimana di sospensione delle attività per permetter ai membri di tornare presso le proprie famiglie; tuttavia sono numerosi i deputati che decidono di trasferirsi sulla terra (a condizioni particolarmente agevolate) con i propri cari per tutta la durata del mandato.

Numerosi sono stati i tentativi di alleggerire e migliorare questo strumento politico ma la ferma opposizione del senato che desidera non allentare la presa sulle colonie, soprattutto dopo la fine della guerra contro gli xenomorfi hanno vanificato ogni atto indipendentista in tal senso.

(E uno! ...è stata durissima ma spero siate soddisfatti del lavoro! Panta)

 
xenomorfi/parlamento_internazionale_terrestre.txt · Ultima modifica: 05/05/2005 01:13 da 151.41.2.119