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Tartarus

«Se mi ricordo di Tartarus? Che domande mi fai, giovanotto? Eccome se mi ricordo di Tartarus... Come potrei dimenticare di aver partecipato alla gloriosa battaglia che la Flotta ha combattuto e vinto alle porte del suo sistema stellare? Dove credi che abbia guadagnato le medaglie che vedi laggiu`?»

Il vecchio si alza dalla poltrona e mi invita a raggiungerlo di fronte alla cassettiera, in fondo alla piccola stanza che fa da soggiorno nel mini-appartamento del Pensionato per i Veterani della Flotta. Sopra il ripiano di legno scuro sono messi in bella mostra i ricordi della sua vita militare: una foto in divisa da Cadetto con la sua classe al momento del Diploma; una in alta uniforme da Ufficiale della Flotta, rigido sull’attenti, alla cerimonia dell’alzabandiera; un’altra lo ritrae insieme ad una squadra di piloti in tuta da combattimento, dietro di loro un caccia ‘‘Mindanao”. Si gira verso di me invitandomi con un gesto ad esaminare piu’ da vicino i suoi tesori; mentre mi avvicino mi colpisce l’odore pungente di tabacco e whisky del suo dopobarba, mi ricorda quello che usa il mio nonno paterno. E` da un po’ che non scrivo a casa ed e` passato ancora piu` tempo dall’ultima visita che sono riuscito a fare, durante le ultime vacanze per l’Anniversario della Fondazione. Mi cade l’occhio su una piccola teca contenente le sue mostrine da ufficiale, era tenente se non sbaglio, e alcune medaglie della Flotta, insieme al distintivo della sua Brigata e al simbolo della sua squadra di caccia: la “StarBlazers”.

Tartarus e le sue tre lune visti tramite lo schermo tattico di un Incrociatore della Flotta«Su non fare il timido, ragazzo! Prendila pure, non si consuma mica! E` fatta apposta per durare, sai? Roba della Flotta. Indistruttibile. Come la mia vecchia pellaccia. Me l’hanno data insieme alla Bandiera della mia Brigata quando sono andato in pensione. Non la pellaccia, la teca. “Per conservarci le sue decorazioni”, mi hanno detto. Cavoli, dopo trentacinque anni di onorato servizio mi sembra il minimo, no?»

Mi guarda dritto negli occhi con uno sguardo serio, mettendomi un po’ a disagio. Mi chiedo se si aspetta una risposta alla sua domanda e quando sono li` li` per annuire, gli si illuminano gli occhi e scoppia in una risata che mi spiazza completamente.

«Ehi, non fare quella faccia, ragazzo! Stavo scherzando...Roba che si permettono di fare i vecchi pensionati della Flotta. Abbiamo guadagnato il diritto di fare del sarcasmo, dopo una vita spesa per lei, e` come se fosse la tua famiglia, e` parte di te, e quindi e` come se prendessi in giro te stesso, no? Ma guai a chi si permette che non ne abbia titolo... Ma lo imparerai, ragazzo, farai parte della famiglia anche tu fra poco. Quanto ti manca per finire l’Accademia?»

Ci risiediamo. Lui sprofonda nella sua poltrona, con lo sguardo perso fuori dalla finestra che da’ sul giardino interno del complesso residenziale. Io mi siedo di fronte a lui, sulla sedia che mi ha fatto prendere dalla stanza da letto, con il mio blocco degli appunti appoggiato sulle ginocchia, un miniregistratore digitale appoggiato sul tavolino di fianco alla poltrona, vicino al bonsai che il vecchio mi ha mostrato orgoglioso quando ci siamo presentati. E` strano come mi sembri necessario prendere appunti di persona, a mano, quando potrei semplicemente lasciare fare tutto al programma di registrazione vocale del mio palmare; ma preferisco cosi`, registrare a caldo le mie impressioni e poi sbobinare piu` tardi quello che ho registrato. Mi sono sempre piaciute le penne, e adoro l’atto dello scrivere, fossero anche scarabocchi senza senso su un tovagliolo di carta.

«E` il mio ultimo anno, signore. Mi manca l’ultimo semestre e l’esame finale per il Diploma. Non ho ancora deciso se proseguire gli studi e iscrivermi all’Universita` dell’Aria.»

«Bene, ragazzo. Bravo! Qualunque cosa tu decida, in bocca al lupo. In ogni caso speriamo ti assegnino ad una buona nave, e ad un buon Comandante.»

«Crepi, signore.» Arrossisco di fronte alla sua faccia interdetta «Intendevo dire crepi il lupo.. Spero di servire sulla “Derek Wildstar”, signore. E` l’Incrociatore su cui ha servito mio nonno, era un tecnico di Sala Macchine.»

«Te lo auguro, allora, e` importante portare avanti le tradizioni di famiglia, ma se sarai esaudito vedi di non farti mettere troppo sotto pressione dalla situazione, sono sicuro che sarai un ottimo elemento e renderai tuo nonno fiero di te. Cosa ti interessa in particolare di Tartarus? Non sarai certo venuto qui il giorno di riposo dalle lezioni solo per parlare con un vecchio bacucco dei suoi ricordi di gioventu`, giusto?»

«No, signore. Cioe` si`, signore. Sono venuto per avere una testimonianza diretta delle Battaglie di Tartarus, signore. Sara` oggetto della prossima esercitazione di Storia della Federazione, e si dice che possa essere un probabile argomento della prova per il Diploma.»

«Capisco, ragazzo. E` sempre una buona cosa andare dritto alle fonti. Cerca di non prendere sempre tutto quello che ti dicono per oro colato, ragiona con la tua testa, ragazzo. E` una qualita` sempre apprezzata nella Flotta, quella di chi sa ragionare con la sua testa. Non esagerare pero`, un conto e` capire bene le situazioni e saper agire di conseguenza, un altro e` tirare troppo la corda facendo di testa propria. Se saprai distinguere quando sei nel primo caso e non cadrai nel secondo, non avrai problemi e forse avrai la possibilita` di fare una brillante carriera. Bene, sei pronto? Hai acceso quella diavoleria elettronica che hai messo li` sul tavolino? Ok, allora, cominciamo...»

Le Battaglie di Tartarus

Il piano elaborato dall’Alto Ammiragliato era tanto semplice quanto efficace: per essere sicuri di eliminare definitivamente la minaccia degli Xenomorfi non dovevamo semplicemente riuscire a riprendere possesso dei sistemi stellari che erano caduti nelle loro mani, ma dovevamo spostare la guerra nel loro territorio, dovevamo colpirli dove avrebbe fatto piu` male! Venne deciso che era giunto il momento di rendere pan per focaccia! Loro avevano attaccato la Terra, e i nostri pianeti, ma non erano riusciti a distruggerci! Noi avremmo dovuto essere piu` bravi.

L’Alto Ammiragliato, per potere fare funzionare il piano, e colpire il cuore del sistema degli Xenomorfi, doveva poter fare affidamento sul meglio che la tecnologia del tempo potesse offrire alla Flotta. Per questo, pur essendo appena usciti dallo stadio della sperimentazione, vennero usati i nuovi motori Kriss. Dopo la "Battaglia dei Cieli Viola", si comincio` la costruzione di una serie di nuove unita`, da affiancare al grosso della Flotta Federale e che ne avrebbe costituito la forza primaria di attacco. Quando tutto fu pronto, nel maggio del 188 A.d.F. scatto` la Controffensiva, con due obiettivi: primo, riconquistare lo spazio perso dalla Federazione e ancora in mano agli Xenomorfi e dove possibile allargare il conflitto in territorio nemico; secondo, attirare fuori il grosso della Flotta Xenomorfa.

Come avrai studiato sui tuoi libri di storia, dapprima la Flotta si divise in tre tronconi, aprendo tre diversi fronti di attacco lungo tre direttrici principali. Le nuove unita` vennero assegnate a quello piu` “esterno” rispetto al territorio Xenomorfo, con l’ordine di entrare in battaglia solo se il pericolo di fuga di superstiti sarebbe stato minimo e di eliminare totalmente le forze aliene incontrate. In questo modo si voleva “collaudare” sul campo le nuove navi e caccia e far fare esperienza alle unita` con i nuovi mezzi, cercando pero` di mantenere piu` a lungo possibile il segreto della nuova tecnologia sviluppata. Ci ando` bene. Dovunque le nuove unita` ingaggiassero il nemico, nessuna nave xeno scampo` al suo destino di distruzione.

A questo punto, seguendo il piano predisposto dall’Alto Ammiragliato, i tre tronconi della Flotta si riunirono per affrontare la Flotta Xenomorfa. Ah, che giorno fu quello! Con un unico balzo percorremmo non so quale distanza siberale! Fu incredibile! E tutto questo grazie a quello stupido di Zeo: se nella sua arroganza non avesse voluto guidare lui stesso l’attacco terroristico a Buenos Aires, non lo avrebbero mai preso, e l’Alto Ammiragliato non avrebbe scoperto cosi` facilmente le esatte coordinate spaziali del Sistema Zaion, il sistema stellare comprendente Tartarus.

Prima Battaglia di Tartarus

Tartarus bombardato, la storia si ripete! A parti invertite!!!Comunque, il grosso della nostra Flotta arrivo` alle porte del sistema stellare di Tartarus il 14 febbraio del 189 A.d.F., causando comprensibilmente il panico piu` totale presso il comando degli Xenomorfi, che invio` tutte le forze disponibili a breve distanza ad ingaggiare la nostra Flotta, cercando di prendere tempo mentre venivano richiamate tutte le unita` fino ad allora impegnate sui fronti che avevamo aperto all’inizio della Controffensiva. Nel frattempo, le nuove unita` dotate di motori Kriss si erano tenute piu` distanti in attesa di effettuare il balzo all’interno del sistema per raggiungere l’orbita di Tartarus.

Fatto sta che il piano funziono` alla grande e noi potemmo, protetti alle spalle dalla Flotta, entrare nel sistema stellare e portarci in orbita attorno a Tartarus. Mentre la mia unita` di caccia con i nuovi modelli “Mindanao” si occupava, insieme alle altre, di abbattere le difese del pianeta, quelle orbitali e quelle piazzate sulle tre lune di Tartarus, le Navi Stellari della Federazione cominciarono a bombardare il pianeta con “Ultimo Volo” l’arma di offesa derivata dal "Progetto Anubi" sviluppata dai ricercatori della Flotta grazie agli studi compiuti sulla Stazione Orbitante "Tiamat".

Il risultato fu addirittura migliore di quello sperato: forse a causa delle tempeste magnetiche in atto sul pianeta al momento dell’attacco, o forse per il fatto di aver sperimentato l’arma solo su ambienti xenomorfi ricreati artificialmente, o per chissa` quale altro diavolo di motivo, l’esplosione sulla superficie del pianeta fu devastante, causando addirittura un fenomeno simile ad una esplosione solare! Almeno dal punto di vista visivo, eh! Comunque, la conclusione fu che l’ambiente xenomorfo ne venne alterato ben aldila` delle piu` rosee ed ottimistiche previsioni fatte degli scienziati responsabili del progetto e circa un sesto del pianeta, nel giro di poche ore, risulto` inadatto a supportare vita xenomorfa, mentre nel giro di pochi giorni l’estensione dell’area raggiunse circa i due terzi del pianeta.

Fu una vittoria su tutta la linea, tantopiu` che nel frattempo la nostra Flotta aveva distrutto la maggior parte delle navi nemiche, che si stavano ritirando verso i settori piu` esterni del territorio xenomorfo. L’Alto Ammiragliato ordino` il rientro della Flotta, nonostante noi, presi dall’entusiasmo per la schiacciante vittoria, si volesse andare tutti all’inseguimento dei resti delle forze aliene per finire il lavoro, ma penso ci saremmo cacciati in una trappola, visto che on conoscevamo praticamente nulla dei settori in cui si stavano ritirando e sarebbe stato sciocco rischiare a quel modo uomini e mezzi per la nostra sete di vendetta. Tanto piu` che il destino volle offrirci l’occasione per chiudere definitivamente la partita poco tempo dopo.

Seconda Battaglia di Tartarus: distruzione del pianeta

Tartarus esplode: immagine ripresa dal satellite di controllo Calliope Dopo la Prima Battaglia di Tartarus, la Federazione decise di monitorare i confini del Sistema Stellare Zaion per controllare gli eventuali spostamenti degli Xenomorfi superstiti dell’attacco e per impedire una “rinascita” della minaccia aliena. Avevamo inflitto un colpo durissimo ai nostri nemici, ed eravamo sicuri che i sopravvissuti ci avrebbero pensato due volte prima di farsi rivedere da questa parte della galassia, ma giustamente l’Alto Ammiragliato e il Presidente Federale Starsha Iskandar decisero che non fidarsi e un po’ piu` di prudenza non avrebbero fatto male.

Venne quindi approvata la messa in orbita, nel 190 A.d.F., presso il Sistema Stellare Gamilon, ai limiti dello Spazio Federale, del Satellite di Controllo “Calliope”, con l’obiettivo di tenere sotto controllo il Sistema Zaion. La precauzione si rivelo` quanto mai necessaria, perche` nel 193 A.d.F. “Calliope” registro` un anomalo aumento di radiazioni magnetiche sul pianeta Tartarus, simili a quelle causate dai bombardamenti subiti sulla Terra e compatibili con un tentativo di “ricolonizzazione” del pianeta. Pensavano di farcela sotto al naso! Che illusi!

Ci fu una riunione straordinaria del Parlamento Internazionale Terrestre, che il 18 marzo 195 A.d.F., in seduta plenaria, approvo` la Risoluzione 185/f, piu` conosciuta come “Risoluzione Tartarus”, con la quale si dava pieno appoggio alla decisione del Presidente Iskandar e dell’Alto Ammiragliato per la definitiva distruzione del Pianeta Xenomorfo. Fine dei giochi per gli alieni!

Il 16 settembre 195 A.d.F., la Flotta Federale raggiunse di nuovo il Pianeta Tartarus, e noi procedemmo secondo gli ordini alla distruzione definitiva del Pianeta. Tenendosi a debita distanza dal sistema planetario, tutta la Flotta apri` il fuoco verso Tartarus e le sue tre lune: Durban, Tau-Marin e Forans. Le esplosioni avvenute sui satelliti, non potendo essere mitigate dalla presenza di una atmosfera, risultarono cosi` forti da farli uscire dall’orbita geo-stazionaria provocandone il collasso sul pianeta. Le conseguenze le conosciamo tutti: la collisione dei satelliti sulla superficie del pianeta fu cosi` devastante da raggiungere gli strati piu` profondi della crosta e a quel punto, sommate alle bordate delle Armi Termitiche, raggiunsero il nucleo del pianeta e provocarono una reazione a catena che porto` alla deflagrazione. Dio! Che botta! Fummo costretti ad effettuare un balzo d’emergenza, con tutti i rischi connessi, per non rimanere coinvolti nell’esplosione. La nostra nave per poco non si schianto` contro l’ammiraglia della Flotta alla fine del balzo! Ah, ma ne valeva la pena... avevamo vinto, la Guerra era finita! E` cosi` che e` andata...

(voce [piu` enciclopedia direi] compilata da Malpi)

 
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